Novara e Civitanova hip hip hurrà!

L’Europa della pallavolo si china all’Italia, capace di mettere le mani sulla massima competizione continentale con l’Igor Volley Novara e la Lube Civitanova Marche, vincenti col medesimo punteggio di 3-1 sull’Imoco Volley Conegliano e sul Kazan, dopo aver conquistato CEV Cup con la UYBA e con Trento, e la Challange Cup con la Saugella Monza.

Il successo dell’Igor Gorgonzola Novara segna la rottura dell’ultimo tabù, quella Champions League che perse nel 2005 contro la Foppapedretti Bergamo in cui al tempo militava Francesca Piccinini, la stessa che a 40 anni mette le mani sulla sua settima Champions League chiudendo alla grande la sua magnifica carriera.

E mette a tacere tutte le critiche giunte (anche dalla sua stessa tifoseria) a seguito del ko in tre gare nella finale scudetto contro Conegliano, annientata in quattro set e a cui ha concesso il “privilegio” di metterla sotto in maniera alquanto imbarazzante nel terzo set.

Barbolini ritorna alla vittoria dopo aver conquistato la coppa con Matera, Perugia e Casalmaggiore (insieme alla Piccinini onnipresente), e la preparazione della partita è così meticolosa da mandare in bambola Santarelli e l’intera Conegliano, che nonostante rotazioni e strigliate ai time out, non riesce a tener botta agli attacchi degli effettivi novaresi.

Il quarto set è stato certamente più equilibrato dei tre precedentemente giocati, ma alla distanza Novara esce senza incertezze e il punto di Egonu, che la prossima stagione vestirà la maglia di Conegliano, regala la gioia più bella alla città, alla tifoseria, alla regione Piemonte e all’Italia intera.

E il cielo è blu sopra Berlino perché subito dopo si festeggia la seconda Champions di giornata, quella di Civitanova che completa il doblete dopo lo scudetto conquistato in gara 5 contro Perugia. E sui social la gioia dei tifosi, memori delle gufate degli umbri, non si è fatta attendere.

I russi detentori del titolo sembrano voler mettere le cose in chiaro nel primo set (25-16 per Kazan), in primis la vecchia (e non amata) conoscenza Ngapeth che insieme ai suoi compagni fa fare un giro sulle montagne russe a Civitanova, o se si vuole usare termini sportivi mette a segno colpi come il miglior Ivan Drago.

E se ricordate il film con Sylvester Stallone, dalla seconda ripresa (opps secondo set) il nostro “Rocky” Civitanova inizia a fare sul serio, con Leal e Balaso che sono peggio di un montante destro e di un gancio sinistro, con De Giorgi che all’angolo si gode il frutto del lavoro già ammirato negli ultimi tre set di gara 5 contro Perugia.

Juantorena fa tirare su le mani al pubblico italiano presente a Berlino e Civitanova manda al tappeto Kazan nel secondo set con un secco 25-15 e al terzo con 25-12. Il quarto è una formalità e se si fa eccezione per cinque punti consecutivi che avevano riacceso una piccola speranza nei russi, Civitanova non mostra alcun segno di tentennamento. E il punto del 25-19 rompe un digiuno durato 19 anni e ben sette finali perse.

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