“Scappo a casa” e da Aldo Baglio

Titolo clickbait…o quasi. “Scappo a casa”, il film che vede Aldo Baglio per la prima volta senza i due compagni del trio Giovanni Storti e Giacomo Poretti, ha debuttato con una pellicola che vuole raccontare le (dis)avventure di un personaggio preso dal suo ego e dall’odio verso ciò che è diverso da lui.

Ad una commedia, perché è tale è stata definita anche se sembra più realizzata da qualche ONG che da uno dei personaggi più amati dal pubblico italiano, si chiede sempre un sorriso che di questi tempi sono necessari, ma in questo film non vi è uno stralcio di sorriso. Ero pure di buon umore fino a quando mi sono accomodato al cinema.

Michele, il personaggio interpretato da Aldo, è l’esempio di come un uomo non dovrebbe essere: viziato, egoista, falso anche nelle prestazioni post incontri tramite app e nel girare con auto lussuose che non sono le sue, ma prese “in prestito” sfruttando il suo lavoro di meccanico in officina.

Ma soprattutto razzista, la cosa peggiore in un mondo in cui Michele non accetta ciò che è diverso da lui, in cui l’altruismo e l’educazione sono elementi da tirare sotto con un’auto fiammante.

L’Ungheria cambierà completamente la sua vita, mettendolo alle spalle al muro quando verrà derubato di soldi e documenti e si ritroverà con una nuova identità: quella di un tunisino.

Per scappare dalla prigionia e da un’identità non sua, e soprattutto per ritornare a casa, Michele dovrà entrare a patti con persone di colore dirette, invece, verso la Svezia, vittima di un amore fino ad allora mai immaginato.

Scappo a casa è concreto nel il dito contro le politiche immigratorie ungheresi, ma si azzoppa malamente nell’eccesso di demenzialità presente al suo interno, facendo rimpiangere ai più l’assenza del Trio al completo, nonostante i segni dell’età professionale, le idee e la comicità dei tre abbia perso colpi negli ultimi anni.

E volendo parlare del trio, c’è qualche riferimento al passato dei tre riconoscibile in maniera fin troppo imbarazzante.

Quasi dimenticavo: qualcuno mi spieghi il personaggio della Finocchiaro. Fatico ancora a trovare un senso.

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