Florent Manaudou

Florent Manaudou a L’Equipe: «Voglio vincere»

Verrebbe da dire “chi non muore si rivede”. Florent Manaudou, oro olimpico sui 50 stile libero alle Olimpiadi di Londra 2012, ritorna in vasca coi colori dell’Energy Standard con la missione di qualificarsi per le prossime Olimpiadi di Tokyo 2020.

So qual’è la domanda che vi state ponendo in questo momento: che fine aveva fatto Florent Manaudou?

Il fratello di Laure aveva appeso il costume al chiodo per dedicarsi ad un’altra passione: la pallamano. L’opportunità è giunta in Quarta Divisione con la formazione riserve dell’Aix-de-Provence, mancando però quelli di giungere in Seconda Divisione prima e nella D1 poi.

La parentesi nell’handball e quella cinematografica che lo ha portato ad apparire in un episodio della serie poliziesca di TF1 Section de recherches (nel ruolo del nuotatore soprannominato “The Machine”), non sono bastate per tenere lontano il campione francese dalla vasca. E complici l’infortunio alla mano sinistra e l’apparizione mistica del suo primo grande amore, il ritorno in vasca è stato una formalità.

Nella lunga intervista rilasciata a L’Equipe, Florent Manaudou comincia così: «Riprendo le competizioni. Mi sono divertito molto a fare le cose che non avevo potuto fare per molto tempo quando nuotavo», citando la pallamano e il cinema.

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Galeotto fu l’incontro con il suo vecchio allenatore James Gibson, che gli disse che avrebbe potuto fare ancora qualcosa. E così Florent decise di allenarsi ad Antalya, in Turchia, in casa Energy Standard, in una struttura nuova ed evoluta.

Dal “mai più” stile Zechila al “può essere” fino alla prova in acqua, dove il crono di 20″62 lanciato sui 50 stile libero e il 53″62 lo hanno portato a pensare: perché non ricominciare?

Tra le domande poste da Myriam Alizon e Clémentine Blondet c’è spazio anche per la pallamano, sport che come già detto in precedenza Florent ha praticato e di cui ha sottolineato una differenza nell’approccio rispetto alla disciplina natatoria: «Quando nuotavo pensavo al nuoto 24 ore su 24. Quando ho fatto pallamano, ci pensavo quando andavo in allenamento o alla partita, ma non sognavo più la notte. Ho imparato molte cose dalla pallamano – aggiunge Florent – e ho avuto il tempo di fare il punto sulla mia carriera da nuotatore».

A Tokyo 2020 mancano quindici mesi e Florent avrà un anno di tempo per dimostrare al mondo di esserci ancora e di andare alle Olimpiadi, anche se vi è un secondo pensiero più lungimirante e il cui GPS mentale indica “Paris 2024“. «A lungo mi sono posto la questione di poter essere troppo vecchio per Parigi 2024 – dichiara Manadou -. E mi sono detto no, è la testa che fa andare avanti braccia e gambe».

 

Foto Copertina – L’Equipe

 

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