moschettieri del re - la penultima missione

I Moschettieri del Re, non la solita storia

Storie tramandate da generazioni raccontano delle gesta leggendarie di D’Artagnan e dei moschettieri Athos, Porthos e Aramis, spadaccini formidabili al servizio della Francia ed eroi che hanno fatto sognare grandi e piccini.

Memori dei film che lo hanno preceduto e che portano a citazione d’obbligo de “La Maschera di Ferro” (il migliore a mio avviso), la pellicola diretta da Giovanni Veronesi “Moschettieri del Re – La penultima missione” non ha nulla a che vedere con i suoi predecessori, fanc***zzando una tradizione lunga decenni e dando alla storia un’impronta irriverente, trasferendola in quel della Basilicata.

Moschettieri del Re duella a colpi di spada contro gli amanti della tradizione, che non sono stati contenti di vedere questa storia raccontata in una chiave totalmente ironica e presentando i loro amati personaggi rincoglioniti dall’avanzare dell’età.

Questa nuova veste presentata da Giovanni Veronesi ci regala D’Artagnan (Pierfrancesco Favino) solito donnaiolo che non è riuscito a battere ignoranza ed analfabetismo, Athos (Rocco Papaleo) piangente sulla sua vecchiaia ed arrugginito da anni di inattività, Aramis (Sergio Rubini) che tenta di sfuggire ai debiti rifugiandosi in un monastero e Porthos (Valerio Mastandrea) dimagrito in maniera allucinante e caduto nell’uso incessante di oppio ed alcol (poi mi si spiegherà perché il suo personaggio parla in romano).

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Le azioni persecutorie del cardinale Mazzarino (Alessandro Haber) nei confronti degli Ugonotti, stanno gettando nel caos la Francia e la Regina Madre (Marghetita Buy), che svolge le veci del figlio Re Luigi XIV (il Re Sole), quindicenne puttaniere ancora inadatto a prendere le redini del Regno di Francia, è costretta a richiamare all’azione i quattro Moschettieri.

La loro fama li precede, ma l’età rischia di diventare un vantaggio significativo per il cardinale Mazzarino, che riesce a sfruttare i punti deboli di quattro rimbambiti tutto ironia e poca furbizia per scoprire dove si dirigono.

Facendosi scudo (in tutti i sensi) del servo muto (Lele Vannoli), ottenendo la collaborazione di Cicognac (Valeria Solarino) e con la collaborazione minimal ma significativa di Ancella (Matilde Gioli), i quattro Moschettieri cercheranno di affrontare al massimo delle proprie forze tutti i nemici che si presenteranno lungo il cammino, con una prova da cui dipenderà il futuro della Francia che li attende all’orizzonte.

Non vi nego che l’inizio del film, con la presentazione di D’Artagnan estremamente analfabeta e tutt’altro che somigliante alle tante proposte presenti in altri film, mi abbia non poco sconvolto e portato a pensare male della pellicola. Pensiero fortunatamente rientrato con il prosieguo del racconto, finalmente in salsa ironica e differente alle tante trame già portate nelle sale cinematografiche.

 

 

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