Bohemian Rhapsody: questione di aspettative?

Bohemian Rhapsody non guadagna la palma del miglior film del 2018 e certamente non chiude l’anno alzando il livello delle pellicole uscite al cinema in questo anno solare, ma sicuramente questo lavoro prodotto da Bryan Singer è riuscito a diventare il film più chiacchierato dell’ultimo quadrimestre cinematografico.

Ha fatto parlare e scrivere tanto, ha suscitato entusiasmo e malcontento, ha spaccato in due fans e critica, ha fatto uscire il peggio da chi ha la necessità di utilizzare il mezzo stampa (cartaceo e online) per tirare fuori il peggio di sé, seguendo scelte personali e linee editoriali di chi, con tutta probabilità, si aspettava di vedere il meglio ed il peggio raccontato con estrema fedeltà.

A dir il vero sulla scia delle critiche spudoratamente negative vi è anche il peggio mandato in campo da coloro che avrebbero voluto scoprire, dentro questa pellicola, tutte le sfaccettature e gli eccessi di Freddy Mercury, compreso il come, il quando ed il perché dell’aver contratto l’HIV. Perché è nell’indole umana dover sapere ca**i e mazzi di come un essere umano si rovini l’esistenza.

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Ho visto Bohemian Rhapsody e in entrambi i casi mi è piaciuto, certamente non seguendo quell’idea sposata da dailybest.it per cui ad apprezzare questo lavoro cinematografico è chi i Queen non li conosce affatto, ma per una semplice questione di aspettative sul film e di apprezzamento di un lavoro che è tutt’altro che perfetto, tutt’altro che rispettoso della cronologia, ma che risulta apprezzabile nel tentativo di dare un senso alla storia di un artista nonché essere umano, Freddy Mercury, e del gruppo in questione.

Non ho menzionato per puro caso il termine aspettative, perché è su questo che ruotano certe critiche che trovo a mio avviso ingiuste, se non addirittura maleodoranti nei casi più estremi.

Nessun film ripercorre fedelmente la cronologia della vita di un personaggio (vedesi Bohemian Rhapsody), di battaglie sportive (come insegna Rush, che ho sempre definito troppo romanzato) e di libri scritti (avete mai visto Il Diario di Anna Frank?) e di questo bisogna sempre ricordarsi.

Se si voleva un film fedele alla realtà, sarebbe stato sufficiente creare un docu-film e il lavoro sarebbe stato fatto in poco tempo e senza sforzi, presenti in un film che è uscito nonostante tutti i problemi del salca**o avuti in questi anni e che per questo bisognerebbe apprezzare un minimo.

Se l’aspettativa era quella di un capolavoro assoluto, avete sbagliato posto: i video dei concerti ci sono su YouTube e quelli sono sì un capolavoro della musica. Se poi, tornando ad un pensiero iniziale, pensavate di trovare atti osceni omosex, per quello esiste YouPorn.

È tutta una questione di aspettative…..

 

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