Searching

Cosa si cela dietro alla scomparsa della 15enne Margot Kim?

Se il giudizio positivo di un film dipendesse dal ritmo delle palpitazioni che riesce a scatenare nello spettatore, probabilmente Searching non finirebbe nella classifica dei film altamente consigliati, rischiando di finire di conseguenza nel dimenticatoio.

Ma la pellicola diretta da Aneesh Chaganty scava come una ruspa nell’aspetto più umano delle persone coinvolte nelle vicende presentate, mostrando in maniera nuda e cruda quello che è capace di fare un essere umano usando i social network, tra elusioni, truffe e visualizzazioni facili da ottenere sotto mentite spoglie.

Searching è la storia di un mistero che si cela dietro la scomparsa della 15enne Margot Kim, studentessa che due anni prima ha perso la madre e che di punto in bianco non fa più ritorno a casa.

Le preoccupazioni del padre, David Kim, si fanno incessanti man mano che il tempo passa e nel momento in cui intuisce che la situazione è più grave di quanto si possa immaginare, si affida alla polizia denunciando la scomparsa della figlia.

Il detective Rosemary Vick lavora al caso in collaborazione con David, il quale si mobilita nel cercare in tutti gli archivi presenti su hard disk e in tutte le mail e social network della figlia, oltre a contattare i compagni di studio, al fine di trovare qualcosa che possa portare a scoprire cosa si cela dietro alla sparizione improvvisa di Margot.

Perché Margot aveva così pochi amici? Per quale ragione aveva abbandonato da sei mesi il corso di pianoforte? E soprattutto, perché fatto un versamento di ben 2500 dollari?

Di fronte ad una situazione che diventa di importanza nazionale quanto lo è stato l’omicidio di Cogne negli ultimi due decenni, si attiva la solita schifosa macchina mediatica che tocca tv e social network, con quest’ultimo che diventa terreno fertile utilizzato dai contatti occasionali di Margot per ottenere facili visualizzazioni con video strappa lacrime. Insomma, nulla di nuovo rispetto a quanto accade nella realtà.

David Kim arriva ad avere facili crisi di nervi e a rompere nasi e mandibole, ma è anche un buon detective e lo si vedrà in tempo immediatamente breve alla dichiarazione di morte della figlia data dalla detective Vick alla stampa, facendo cadere quegli altarini tenuti su fin troppo bene fino a quel momento.

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