Smallfoot – Il mio amico delle nevi

Temi d’attualità in un cartoon-comedy destinato principalmente ai bambini

In questo momento vorrei tanto che mi portaste dal regista Karey Kickpatrick per stringergli la mano e fargli i miei più sinceri complimenti.

Esordisco con un atto di stima per il regista della pellicola “Smallfoot – Il mio amico delle nevi”, perché è doveroso dare il giusto riconoscimento ad un lavoro che, al di là del terzo posto occupato al box office Italia, riesce a veicolare temi di attualità e valori umani attraverso un film destinato ai bambini, ma che gli adulti farebbero bene a veder con loro.

La pellicola distribuita dalla Warner Bros racconta la storia di due mondi distanti chilometri ma non anni luce, fino a quando un evento straordinario non porterà uno degli yeti a vestire i panni dell’Alberto Angela di turno per andare alla scoperta della specie smallfoot.

La popolazione degli yeti vive di informazioni scolpite nelle pietre, vere e proprie leggi mantenute dal guardia pietre nel tempo e che vengono accettate dai suoi simili senza alcuna constatazione tangibile. Anche gli yeti conoscono le fake news, a quanto pare.

A minare gli equilibri interni giunge la scoperta di uno degli yeti, Migo, che scopre la reale esistenza di esseri viventi dal piede piccolo, chiamati smallfoot e che sono riconducibili alla specie umana.

smafoo

Non potendo rivelare una scoperta che passerebbe per blasfema all’interno di una comunità abbindolata da informazioni scolpite e senza fondamenta, entra a far parte della S.E.S. composta dagli yeti Gwangi, Kolka e Fleem, sorta di società di scoperta smallfoot, dopo avergli rivelato la reale esistenza di questa specie a loro poco conosciuta.

Migo riuscirà a trovare la testimonianza vivente della sua teoria nella figura di Percy Petterson, celebrità televisiva in cerca di scoop da raccontare e che riesce, per pubblicazione indiretta, a mostrare l’esistenza degli yeti.

Con Migo prima e con gli altri yeti poi riuscirà a stabilire una comunicazione gestuale, cosa mai accaduta prima nella storia dell’umanità e degli yeti, nonostante Percy rischi seriamente di rimetterci le penne per carenza d’ossigeno a migliaia di metri d’altezza sopra il livello del mare (sembra che vedendo il cielo abbia cantato “il cielo è blu sopra le nuvole” dei Pooh).

Sembrerebbe essere tutto bello nel mondo degli yeti, ma non per il guardia pietre che sfrutta il potere persuasivo e di capo massimo della specie per usare Migo, grazie ad un ottimo lavaggio del cervello, e mettere in discussione sia l’esistenza dello smallfoot sia dei valori alla base della vita dello stesso Migo.

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...