BQ, l’occasione mancata chiamata Italia

In un precedente articolo datato 21 giugno 2018 e in un’intervista realizzata all’oramai ex Responsabile Area Vendite Italia Andrea Calcagni per il programma Casa Discovery Ciao, vi parlai del mondo BQ, azienda spagnola che produce smartphone, prodotti per la robotica ed altro ancora.

Soprattutto all’interno dell’articolo cercai di spiegare perché avessi scelto di dare fiducia ad un marchio che fa della sicurezza dei dati dei clienti il suo punto di forza e del perché potesse non essere così scandalosa l’asticella di prezzo imposta soprattutto sugli ultimi prodotti AX2 e versione Pro.

A distanza di qualche mese mi sento di scrivere un articolo che aggiorni sui pensieri che ho sul brand e, vi anticipo, sono tutt’altro che positivi.

 

Adiòs Italia, che occasione mancata

Cercherò di essere breve e circonciso. Tra BQ e l’Italia non è sbocciato l’amore e non si può dire per mancato interesse da parte di entrambe le parti, perché se BQ è quasi totalmente sconosciuto nel nostro Paese (a parte ai recensori e a qualche acquirente tra cui il sottoscritto) è dovuto ad un atteggiamento ottuso da parte dell’azienda spagnola, mai operativa a livello di marketing.

Nessuna valutazione di ingresso convinto all’interno del mercato italiano, pochissime risposte date a chi ha contattato l’azienda e che andavano tra il vago e il pre-stampato (bello avere Word a portata di mano) e l’uscita di scena di Andrea Calcagni, che ha sfruttato l’offerta migliore di un’altra azienda avendone avuto probabilmente le scatole piene di non essere supportato da dipendente BQ.

Siamo nel 2018 e la politica dell’azienda spagnola è quella di basarsi sul passaparola (si usava fino a trent’anni fa, incredibile vero?), sperando di avere il pieno ritorno monetario a seguito di un investimento pari a zero. Zero euro tirati fuori per campagne di marketing che sono inesistenti, zero operatività sui social dove si spende meno che sui media, zero pubblicità fatta tra giornali, cartaceo e televisione. Un suicidio!

Un’azienda operativa soltanto su due mercati (Spagna e Germania) non può pensare che l’acquisto dei suoi prodotti sia un atto dovuto da parte dei clienti, a maggior ragione se il brand non è minimamente conosciuto per ragioni semplici sopra spiegate.

Prendete Huawei, ad esempio. Dalle antenne è passata agli smartphone, ha sfruttato il successo di P8 e si è lanciata anima e corpo nel settore, raggiungendo il secondo posto nella classifica di vendite.

BQ non è Apple né Samsung, non ha un brand reputation e al massimo alla parola BQ potrebbero risponderti settete. E non ha un asset manageriale degno di essere chiamato tale, né tanto meno delle politiche di mercato tali da poter incrementare la sua fetta di mercato nei Paesi in cui opera e in quelli in cui potrebbe mettere a frutto un potenziale tanto alto quanto sprecato.

Forse un giorno capiranno di essere delle capre patentate, e quel giorno potrebbe arrivare quando i vari Oppo, Xiaomi e Dodgee (sull’ultima STO SCHERZANDO!!!) toglieranno clientela in Spagna e Germania, mettendo BQ davanti a un bivio: l’investimento o l’uscita dal mercato della telefonia.

Ah, se avete un prodotto BQ e qualcosa non funziona, non scrivete mail al servizio clienti. Usate il passaparola, forse capiranno il vostro messaggio.

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...