Wind Tre in calo di utenti

Il gruppo registra ben 900 mila utenti persi nella prima parte del 2018

Un famoso detto recita così: l’unione fa la forza. E l’unione di intenti tra Wind e Tre avrebbe dovuto portare al un operatore unico (Wind Tre per l’appunto) in grado di tenere testa se non addirittura sconfiggere le più quotate TIM e Vodafone.

Non fosse che la missione è stata fallita, come è possibile constatare dai dati del bilancio consolidato intermedio al 31 marzo 2018 che la dirigenza ha pubblicato e che stanno creando malumori tra gli investitori.

I valori sono davvero impietosi. In un anno e mezzo, ovvero sia dalla sua nascita, il gruppo Wind Tre ha perso 2.8 milioni di clienti, con un passaggio da 31.3 milioni di utenti con contratto Wind Tre a 28.6 milioni.

E nel solo anno 2018 la situazione è più nera della pelle di Carlo Conti: 900 mila utenti sono scappati dal gruppo, con 300 mila nel primo trimestre dell’anno e ben 600 mila da aprile a giugno, dati davvero sconfortanti per un gruppo che mira ad una crescita che al momento non trova spiragli.

Considerando che all’interno del secondo trimestre troviamo il primo mese di vita di Iliad, è facile pensare che la colpevole del fallimento di Wind Tre sia la società italo-francese, che oramai viene indicata come il demonio assoluto dalle dirette concorrenti che non riescono più ad estorcere denaro ai clienti, con mosse di stampo politico che vendono l’ingresso sul palco di personalità politiche, di Assoconsumatori, Sindacati (esistono ancora?) e compagnia bella (cosa mai avvenuta con i grandi operatori, non vi sembra strano?).

L’arrivo in tackle scivolato di Iliad ha cambiato le carte in tavola nel mercato della telefonia ed è stata una manna piovuta dal cielo, ma le radici del fallimento delle politiche commerciali di Wind Tre sono più profonde e possono essere trovate nelle continue lamentele dei suoi clienti ed ex clienti.

Wind Tre paga a caro prezzo le scelte commerciali che rispondono alla parola “rimodulazione” applicata sia ai clienti più fedeli sia a quelli ri-acquisiti, che dopo 60/90 giorni vedono aumentare la spesa per la promozione attiva, perdendo di conseguenza gli utenti che vanno in direzione MVPO (operatori virtuali).

Se a questo aggiungiamo i problemi di copertura di cui “gode” da tempo e un servizio assistente che non lascia soddisfatta la clientela (soprattutto nel caso di H3G), allora è facile capire perché la terza compagnia nazionale si è avvicinata al milione di utenti persi nel solo anno solare.

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