Hurricane – Allerta uragano

L’uragano più potente di sempre non scoraggia un gruppo di poliziotti senza scrupoli

Uragano, maledetto uragano, forza del male che il meteo manda sulla Terra per farci spaventare, per distruggere i nostri sogni ed i nostri sacrifici, per spazzare via le nostre vite e le nostre sicurezze con la forza devastante che ti contraddistingue.

Ma noi siamo poliziotti senza scrupoli e di te, caro uragano di categoria 5 che potrà ammazzare tutti, ce ne sbattiamo pienamente gli zebedei.

“Hurricane – Allerta uragano” non mette in primo piano la potenza devastante dell’uragano, come verrebbe da pensare “memori” di film proposti e riproposti nel tempo, eccezion fatta per la primissima parte del film che ci porta indietro al 1992 e alla morte del padre di due ex bambini, su cui torneremo a breve.

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Hurricane semmai esalta la sete di denaro di un piccolo gruppo di poliziotti dell’Alabama, che fa sgomberare l’intera cittadina vista l’incombenza dell’uragano e che mira a mettere le mani su un fantastico bottino di 600 milioni di dollari, cercando di evitarne la distruzione nella macchina tritacarne.

Da una parte vi sono l’agente Connor Perkins (Ralph Ineson), lo sceriffo Dixon (Ben Cross) e i loro scagnozzi, i quali mettono knock out l’intero esercito operativo nella Tesoreria dello Stato dell’Alabama, mirando al bottino contenuto nel forziere e di conseguenza non avendo interesse a far incenerire quella montagna di dollari.

Dall’altra parte vi sono l’agente del Tesoro Casey Corbyn (Maggie Grace) e i fratelli Will e Breeze Rutledge (Toby Kebell e Ryan Kwanten), che non sono in buoni rapporti per questioni che ci riconducono all’inizio del film, e con Will che è meteorologo e che è il primo a captare la reale portata dell’uragano che sta per devastare l’Alabama.

Nel momento in cui il gruppo del bene riesce a impedire ad una coppia di hacker di ottenere il codice segreto del forziere, ecco che l’agente Corbyn diventa il bersaglio da catturare, con i fratelli Rutledge che dovranno mettere da parte le incomprensioni di una vita per salvare la donna.

Devo ammettere che finalmente si vede un film in cui l’uragano non svolge necessariamente il ruolo di protagonista principale del film, nonostante il film possa far pensare ad altro.
Sfortunatamente la pellicola diretta da Rob Cohen lascia non poco amaro in bocca per assenza di suspance e di emozioni che anche nel finale non riescono a tenere inchiodato lo spettatore alla poltrona.

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