Puoi baciare lo sposo

Il tema dell’omosessualità trattato nella commedia diretta da Alessandro Genovesi

La difficoltà di accettare l’omosessualità, a partire dai contesti famigliari, continua ad esistere anche nel 2018 e Alessandro Genovesi ci ha tenuto a ricordarcelo portando questa tematica all’interno della commedia “Puoi baciare lo sposo”.

La fortuna di giocare con il senso della commedia ha regalato un lavoro cinematografico che tratta questo tema senza portare a drammi, piagnistei e a creare quell’alone di pieno vittimismo che in ogni ambito diventa un’arma a doppio taglio.

E ringraziando il lavoro del suo cast di attori tra cui troviamo Diego Abatantuono e Salvatore Esposito, Alessandro Genovesi riesce a toccare un problema quale la difficoltà genitoriale di accettare l’orientamento sessuale dei propri figli, anche a costo di non riconoscerli più come prole.

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E infatti “Puoi baciare lo sposo” è la storia di due innamorati, Antonio (Cristiano Caccamo) e Paolo (Salvatore Esposito), che convivono a Berlino al riparo dal muro della madre del secondo e dei pregiudizi del padre del primo.

Quel “muro di Berlino” li ripara fino a quando la proposta di matrimonio di Antonio li porterà a scavalcarlo per tornare in Italia e comunicarlo ai genitori dello stesso Antonio, ovvero sia Roberto (Diego Abatantuono) e Anna (Monica Guerritore), residenti nella piccola Civita dove Roberto ricopre il ruolo di Sindaco.

La comunicazione di Antonio porta a comprendere le contraddizioni di Roberto, che è riuscito nell’impresa di rendere il suo paese aperto all’immigrazione ma tutt’altro che gay friendly, come dimostrerà quando non accetterà di sposare i due ragazzi con il risultato finale di trovarsi con le spalle al muro messe dalla moglie.

In una situazione problematica di suo non potevano mancare altri problematici quali Benedetta (Diana Del Bufalo), coinquilina dei due ragazzi a Berlino e persona dal carattere molto “particolare”, Donato (Dino Abbrescia) che si nutre di acqua e tranquillanti per insofferenza alla solitudine (motivo per cui verrà portato al matrimonio) e Camilla (Beatrice Amera), una grande scassa palle che proverà a rendere la vita impossibile ad Antonio.

L’unico che si salva è Enzo Miccio, interessato a rendere il matrimonio di Antonio e Paolo “indimenticabile”, per la felicità di Frate Francesco (Antonio Catania) che lo dovrebbe celebrare.

E il dovrebbe è d’obbligo in questa commedia, che non conosce condizionale nel mio giudizio finale che tocca le 3,4 stelle di valutazione, premiando la capacità di trattare una tematica in modo soft ed ironica.

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