Quando il modding salva smartphone e portafogli

Vi racconto come ho ridato lustro al mio Xiaomi Redmi Note 4 Global

Anche una capra ignorante del modding come il sottoscritto è riuscito a moddare il suo primo smartphone, consapevole però di mandare la garanzia a farsi benedire (eh già, sono pochi i marchi che coprono la garanzia su telefoni moddati, come ad esempio Nubia).

C’è una domanda che i non conoscitori della materia si staranno ponendo: che cosa significa moddare? O meglio ancora: che cos’è il modding?

Copio e incollo la definizione che potete trovare tranquillamente su Wikipedia, prendendo soltanto la parte riferita ai dispositivi mobili:

Modding significa eseguire una serie di operazioni (flashare la ROM) per modificare il firmware originale di dispositivi mobili. Questo permette di personalizzare il sistema operativo e l’esperienza di uso di smartphone e di tablet, ad esempio. Il modding permette di accedere alla partizione (nascosta) di sistema che è quella che presiede alla possibilità di modifiche significative del sistema (app installate, grafica, gestione batteria, installazione di aggiornamenti, eliminazione di restrizioni e personalizzazione del produttore e tante altre).

Attraverso il video che potete vedere qui sopra e seguendo alcune istruzioni online (tra cui quelli di un articolo dedicato su Gizchina.it), sono riuscito senza alcuna esperienza di modding a installare una ROM Google Experience sul mio device.

L’operazione è stata piuttosto semplice, anche se su Xiaomi si è costretti ad attendere il codice di sblocco e a svolgere attentamente le operazioni da seguire passo passo, per evitare di giocarsi lo smartphone ancor prima di cominciare.

Facendo tutte le procedure del video registrato e pubblicato da Andrea Ricci di Ridble Tecnologia, ho reso uno smartphone definito “cinesone” come Xiaomi Redmi Note 4 Global (quello con Snapdragon 625) alla pari sotto molti aspetti di Google Pixel XL.


Xiaomi Redmi Note 4 prima e dopo il modding

L’operazione di modding svolta mi ha ridato la voglia di utilizzare questo dispositivo Xiaomi che avevo comprato a 170 euro su honorbuy.it .

Mi è sempre piaciuto per la durata della batteria e per l’interfaccia MIUI, ma con il passaggio dalla Miui 8 alla versione 9 che aveva ridotto l’autonomia e con la fotocamera che faceva foto non proprio sufficienti in condizioni di scarsa luce, mi era passata la voglia di usarlo.

Mi son detto: lo tengo come tablet mini o gli rido vita? L’ho moddato, ho installato successivamente una fotocamera trovata online e non solo è migliorata l’autonomia, ma anche le foto sono tutta un’altra cosa.

Nonostante abbia anche uno Xiaomi Mi6 (più piccolo e che modderò il mese prossimo) e un Asus Zenfone 3, ho deciso di usare questo padellone da 5,5 pollici come mio telefono principale, tornando ad innamorarmene.

Vi sono tanti video sul modding e con svariate ROM da installare, tra cui la Lineage OS adottata da Davide “The Ciasti” su un Samsung S5, come mostrato in questo video.

Con questo articolo cosa voglio dirvi? Che non è necessario avere l’ultimo modello di smartphone, con il mega processore e le super fotocamere dichiarate, pagando dagli 800 ai 1400 euro. Ci si può accontentare di un medio gamma che funziona in maniera fluida e che non manca di darvi foto di qualità. Ad una cifra inferiore ai 200 euro!
E se ce l’ho fatta io…..

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