Differita RaiSport, rabbia Brescia Calcio Femminile

Il presidente Giuseppe Cesari si affida ad un duro comunicato stampa

Giramenti di palle e non di certo per l’attuazione di meline e gestione del possesso palla. Questa è la situazione che si mostra in casa Brescia Calcio Femminile dopo la decisione di RaiSport di mandare in differita il match tra UPC Tavagnacco e Brescia CF andato in scena domenica scorsa.

Al presidente Giuseppe Cesari non è andato giù il comportamento dell’azienda di Viale Mazzini di sfruttare il “potere contrattuale” di mandare in onda in ritardo il match tra la terza e la seconda classifica, come è facilmente comprensibile dai toni del comunicato pubblicato lo scorso 17 febbraio sul sito del Brescia CF (clicca qui per leggere l’articolo completo):

«Ora, sono io a chiedermi, per quale motivo dovrei sentirmi grato? Per questo “meraviglioso” contratto con la Rai, per il quale ci si sarebbe tanto impegnati al fine di promuovere lo sviluppo del calcio femminile? Penso che fosse il minimo che si potesse fare, ma oggettivamente non ho notato alcun incremento della visibilità riservata al movimento calcistico femminile, soprattutto se paragonato a quanto avviene nelle Federazioni straniere. Se questi sono i risultati preferirei che chi si occupa della stipula di questi contratti si adoperasse per farlo in maniera più costruttiva o, in alternativa, concedesse maggiore autonomia a noi società calcistiche nella gestione dei diritti televisivi. Solo allora, forse, potrei sentirmi grato».

Leggendo l’articolo completo potrete capire da voi che in questo caso (e non solo in questa occasione!) la RAI ha mandato in differita il match per un “capriccio da prima donna” dovuto al rifiuto delle due società di anticipare il match di mezzora, mandando a farsi benedire tutta la campagna pubblicitaria veicolata per far arrivare l’evento a più persone e testate.

E la cosa che fa girare le palle è che la Rai continui a fare tutto ciò sfruttando una presa di potere prevista da contratto e fottendosene altamente del lavoro delle società per promuovere uno sport che necessita di sgomitare per farsi notare e prendendo per i fondelli tifosi ed appassionati che vorrebbero vedere le partite e/o affacciarsi anche per sola curiosità a questa disciplina al femminile.

Parlo e scrivo di calcio femminile, tengo a questo sport ogni giorno di più e da appassionato mi girano le palle, perché non vi è rispetto per chi vuole vedere lo sport e per chi vi lavora.

A questo punto, se Raisport non vuole o non è in grado di assicurare le dirette, non tolga il potere alle società di mandare in onda live le partite in streaming!!!

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