The Midnight Man

Un film horrido e deludente

Prendi un po’ di dna di Jumanji, un po’ di The Ring e infine un pizzico di qualsiasi altro film preso a caso e ottieni The Midnighit Man, che tra l’altro di originale ha nulla dato che si prende spunto da quello uscito nel 2013.

Ecco, restare alla pellicola uscita cinque anni fa sarebbe stata un’idea sensata ed intelligente, perché il lavoro cinematografico di Travis Zarawny di pauroso ha ben poco, di sonnolenza ne regala troppa per mirare ad essere un buon horror e sinceramente è uno spreco di tempo per chi punta ad uscire dal cinema con le palpitazioni.

Il film parte dal 1953 e dal ritrovamento di un gioco che costa la vita a tutti quei bambini che vi hanno preso parte e che non hanno rispettato le regole. Tutti tranne una: Anna (Lin Shaye), che ritroviamo decenni più tardi nonna, demente e successivamente psicopatica e posseduta. Sì, perché se vuoi stare sui maroni devi farlo per bene.

La vecchia rincoglionita è accudita dalla nipote Alex (Gabrielle Haugh), adolescente ed orfana di madre, la quale non avendo una ceppa da fare decide di andare in soffitta e tirar fuori un gioco chiuso e nessun idiota aveva osato toccare. E riesce a convincere l’amico Alan (Michael Sirow) a testare il gioco, mandando in mona almeno una trentina di anni da poter vivere senza rotture di scatole.

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Regole da rispettare, un triste mietitore altrimenti noto come l’uomo nero che dalla mezzanotte, ora di inizio del gioco, e fino alle 3.33 li potrà prendere in qualsiasi momento se loro non rispetteranno tutti i punti del foglio.

E siccome le cagate non vengono da sole, ecco che arriva Kelly (Emily Haine), che come una deficiente decide di inchiappettarsi da sola ed entrare a far parte di un gioco stupido quanto il film. E in quanto idiota sarà anche la prima a morire.

Solo l’intervento del dottor Goodberry (Robert Englund) aprirà gli occhi ai due ragazzi sui segreti che si celano dietro questo gioco e che toccano da vicino la nonna stronza e psicopatica Anna.

E vi farà capire perché un film mi abbia fatto così partorire dolori ai reni da dargli 1,8 stelle di valutazione.

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