Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Il mio commento sul film di Martin McDonagh

Appoggio il giudizio positivo della critica su un film dove le vicende umane spiccano in maniera forte, a partire da quella riguardante la madre protagonista del film, ma per favore non citiamo i termini comico e tragicomico per descrivere Tre Manifesti a Ebbing, Missouri perché io qui non ho trovato. Tragico sì, ma comico dove?

Lasciando spazio al possibile “non capisci una pellicola”, che da semplice spettatore può anche starci, vi posso dire che il film diretto da Martin McDonagh (da me valutato con 3.7 stelle) mostra dei lati positivi dati dal focus su tre personaggi in modo particolare, con i loro problemi e i loro disagi, molto ben raccontati; per contro, l’attesa disattesa di una comicità mai trovata e di un finale di cui speravo ben altro ha portato a non dare al film quattro stelle che avrebbe potuto toccare.

A dargliele però sono stati gli operatori della critica cinematografica, che su molte cose hanno più occhio del sottoscritto. Ma d’altronde lo sapete, racconto la mia esperienza utente al cinema.

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri è la storia tragica di Mildred Hayes (Frances McDormand), madre divorziata e con un figlio a carico (Robbie, interpretato da Lucas Hedges), ma soprattutto privata della figlia che alcuni mesi prima era stata violentata e bruciata viva.

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La sua rabbia deriva dalla mancanza di un colpevole a cui dare un nome ed un volto, colpa della polizia tanto impegnata ad odiare neri e gay da sbattersene completamente di fare il proprio lavoro.

Ed è questa la ragione per cui la rabbia di Mildred si traduce nell’affitto di tre cartelloni per sputtanare la polizia e dare ciò in pasto a tutti gli automobilisti che passavano lungo la strada, causando giramenti di palle non indifferenti a partire dall’agente Jason Dixon (Sam Rockwell).

L’unico che si salva sembra essere lo sceriffo Bill Wolloughby (Woody Harrelstone), che tenta di fare qualcosa per trovare un nome all’assassino fino alla notte in cui decide di porre fine alla sua sofferenza derivante dal cancro al pancreas, togliendosi la vita con un colpo di pistola.

Il suicidio di Bill sconvolge la comunità e causerà nuovi problemi a Mildred, mentre Dixon decide di diventare il Rambo dei poveri riuscendo a farsi licenziare da Abercrombie (che ca**o di nome è?!), ma anche ad uscire ustionato dagli attacchi di Mildren a suon di molotov.

Nonostante la cottura rapida causata dalla donna, l’ex sergente darà alla donna l’ultima speranza di ritrovare l’assassino di sua figlia.

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