Vi Presento Christopher Robin

La vera storia della creazione di Winnie The Pooh raccontata in chiave cinematografica

Chi di voi ricorda Winnie The Pooh? Tutti! E chi Alan Alexander Minle? Pochi. Dicendovi che lui è lo scrittore delle storie riguardanti l’orsetto più famoso del globo terracqueo, ora sapete che cosa combinò lo scrittore britannico.

Vi presento Cristopher Robin vuole riportare la storia dello scrittore all’interno di una pellicola che possa raccontarci chi era, il suo passato e cosa si cela dietro all’enorme successo di Winnie The Pooh, tentando di far appassionare lo spettatore alla trama.

Nel mio caso c’è riuscito in una misura non proprio grande, ricevendo una valutazione di 3,8 su 5 stelle sul mio personale taccuino, stimolando però quella voglia di tifare per l’apparizione di draghi, serpenti, rapinatori o anche involontarie cadute di alberi, perché in più occasioni le caratteristiche di tre personaggi quali il bambino Christopher Robin e i suoi genitori mi hanno portato a tifargli contro. Irritanti è dir poco!

Il film ci presenta A.A. Milne (Domhnall Gleeson), Blue per gli amici, di ritorno dalla guerra con la truppa britannica e in piena difficoltà per ritrovare normalità e tranquillità nella propria vita, come dimostra il fatto che in più situazioni ogni rumore ricorda i bombardamenti della guerra, anche una semplice puzzetta.

Blue, che non è personaggio a cui gli ex Eiffel 65 dedicarono una canzone, tenta di cambiare la sua vita portando la sua famiglia lontano dalla possibilità di nuovi scenari di guerra, con la voglia di darsi alla carriera di scrittore.

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Vedendo quanto spende le sue giornate a grattarsi le palle, la moglie Daphne (Margot Robbie) fa di tutto per rompergli le uova sui fogli mai scritti, andando però d’amore e d’accordo quando c’è da cazzeggiare col marito in feste a suon di alcool, fregandosene pure del fatto di avere il figlio Christopher (Will Tilston) di cui si occupa soltanto la tata Olive (Kelly Macdonald) che dimostra di essere la sola a volergli bene come un figlio.

La sola cosa buona che fa la madre è regalare al piccolo un orsetto di pezza che da lì a breve diventerà il protagonista della storia scritta di Winnie The Pooh scritta dal papà Blue e che farà appassionare in tutto il mondo.

Il libro venne scritto da Blue per soddisfare una richiesta del figlio, ma la cappellata commessa sarà determinata dall’aver scritto un lavoro letterario di dominio pubblico, esponendo il figlio alla macchina mediatica come se fosse un pupazzo da mettere in bella mostra.

Con la differenza che il pupazzo per lo meno tace, mentre il bambino scassa le palle da buon frignone, aggiungendosi al papà già problematico di suo e alla madre che ad una certa prende e li molla tutti. Che bella famiglia.

E se ci mettiamo che la morbosità del bambino porta ad insopportabili capricci nel momento in cui vede la tata uscire con un uomo a cui si è promessa sposa, con due genitori imbecilli a partire dalla madre, ecco che si perde l’unica figura sensata e gentile all’interno del film.

Niente spoiler sull’ultima parte finale di Vi presento Christopher Robin, a parte il fatto che il bambino divenuto grande viene preso per il culo per la questione legata a Winnie The Pooh.

Ah, quasi dimenticavo, complimenti alla chiusa della tata Olivia nei confronti di Dafne: “anche le vacche partoriscono”. Idola!

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