Jumanji – Benvenuti nella Giungla

Il sequel ridicolizza il lavoro compiuto nel primo capitolo

Ventidue anni dopo il gioco da tavolo più desiderato torna tra noi. Non parlo di Monopolino o di Risiko, ma di Jumanji con il secondo capitolo intitolato “Benvenuti nella Giungla”.

Rispetto al primo capitolo uscito nelle sale cinematografiche nell’ormai lontano 1995, Jumanji – Benvenuti nella Giungla è tutta un’altra storia e la cosa è tutt’altro che positiva, e spero che questo film non porti Robin Williams a rivoltarsi nella tomba.

Rispetto alla media voti del pubblico che potete trovare su comingsoon.it, la mia valutazione è nettamente inferiore e si ferma a 2,3 stelle su 5 nonostante abbia provato a sforzarmi in tutti i modi di trovare qualcosa di apprezzabile al suo interno, a parte il finale che risulta essere l’unica cosa normale e non patetica all’interno dei 119 minuti di visione.

Jumanji – Benvenuti nella Giungla” risulta così essere un film che potrebbe esaltare azione ed avventura e che invece rende ridicoli i suoi personaggi. E questo è stato il modo migliore per distruggere un lavoro che avrebbe potuto sicuramente essere gradevole (spiegatemi perché con Dwayne Johnson si vede il suo personaggio con la stessa caratteristica di quello vestito in Baywatch, ma non è il solo problema!)

Parlando un attimo della trama del film, Jumanji 2 narra la storia di un gruppo di quattro studenti cazzoni di un college americano che si ritrovano in una stanza a scontare una punizione inflitta dal preside.

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Il nerd Spencer Gilpin (Alex Wolff), il suo mai migliore amico giocatore di football americano Anthony “Fridge” Johnson (Ser’Darius Blain), la fighetta vanitosa Bethany Walker (Madison Iseman) e la timida ed impacciata Martha Kaply (Morgan Turner) non hanno una beata voglia di fare e trovano una bella distrazione quando scoprono il videogioco Jumanji.

Una volta scelti i quattro personaggi, gli studenti vengono risucchiati all’interno del gioco. Spencer diventa il dott. Smolder Bravestone (Dwayne Johnson), tutto muscoli e vanità e senza punti deboli, Martha la killer di uomini Ruby Roundhouse (Karen Gillan), Anthony il braccio destro di Spencer Franklin “Mouse” Finbar (Kevin Hart) e Bethany cambia sesso diventando il professore Sheldon “Shelly” Oberon (Jack Black).

I quattro personaggi, ognuno dei quali con tre vite a disposizione per non schiattare definitivamente, si incamminano all’interno della giungla per riportare la gemma nel punto in cui tempo prima era stato rubato, affrontando animali feroci, gli uomini di Nigel (Rhys Darby), ma anche le paure derivanti da un mondo che non conoscono.

Ho parlato di quattro giocatori e non di cinque perché ad aiutarli nel tentativo di completamento del gioco c’è Alex, che interpreta il personaggio di Jefferson “Seaplane” McDonough (Nick Jonas), conosciuto nella scuola dei quattro studenti per essere colui che di cui si sono perse le tracce da ben vent’anni.

E in effetti Alex era stato risucchiato dal gioco restando intrappolato per tutto questo tempo, non riuscendo per sua sfortuna ad andare oltre il terzo livello del gioco (e con una sola vita a disposizione).

Dato che nei giochi in coop l’unione fa la forza, i cinque ragazzi metteranno al servizio la propria forza di volontà per riuscire a portare a termine il gioco e scrivere loro la parola “game over” su Jumanji.

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