Caccia al tesoro

Commedia piacevole, ma in alcuni tratti troppo banale

È quasi un peccato che Caccia al tesoro sia arrivato nelle sale cinematografiche con tre settimane d’anticipo rispetto ai cinepanettoni Natale da chef e Poveri ma ricchissimi, perché mi avrebbe incuriosito il confronto a tre in cui i giudici sarebbero stati gli spettatori.

Ma si è sempre in tempo per fare un piccolo confronto, in cui il film dei fratelli Vanzina si pone tra il film di De Sica e quello di Boldi, ottenendo la mia personale valutazione di 3,5 stelle.

Se da una parte la commedia mostra dei lineamenti piacevoli, dall’altra le troppe banalità finiscono con l’azzopparlo. Non che dare sfoggio all’umanità all’interno di una commedia sia di cattivo gusto, tutt’altro. Ma l’eccessivo buonismo che viene appiccicato anche alla Camorra mi è sembrato eccessivo, portando a definire il film come uno studente che potrebbe essere bravo se si applicasse di più.

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Ad ogni modo, Caccia al tesoro è la storia di un attore teatrale fallito di nome Domenico Greco (Vincenzo Salemme), che grazie ai suoi flop artistici ha accumulato nel tempo debiti mai saldati.

Le sue difficoltà prendono una piega economica ed umana enorme quando viene a sapere che suo nipote, figlio di sua sorella Rosetta (Serena Rossi), è malato al cuore e la somma necessaria per farlo operare negli Stati Uniti è di 160 mila euro.

Da buoni napoletani, Domenico e Rosetta pregano San Gennaro chiedendogli un miracolo che prende la forma dell’autorizzazione al furto di uno dei suoi gioielli. L’accettazione della stessa, presa per buona da loro non comprendendo che la voce proveniva da un parcheggiatore abusivo, fa crescere in loro la speranza.

Ferdinando (Carlo Buccirosso) obbliga Domenico a farlo entrare in questo piano per evitare di denunciarlo. E qui iniziano i problemi che prendono il nome di Gennarino (Gennaro Guazzo), figlio di Ferdinando, e della coppia di ladri improvvisati Cesare (Max Tortora) e Claudia (Christiane Filangieri), la quale tira soldi facendo la ballerina di lap-dance.

Dopo il primo tentativo di furto andato a vuoto a causa dello spostamento del Mitra di San Gennaro ad un museo di Torino, i cinque (perché non potevano togliersi il bambino dalle palle) partono alla volta del capoluogo piemontese, dove capiranno che non sono i soli ad ambire al prestigioso tesoro.

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