Wonder

Stephen Chbosky riesce a parlare di sindrome di Treacher Collins e di bullismo con grande tatto

Se appartenessi a quel segmento di spettatori che non ama vedere i film in cui si trattano tematiche di vita realmente importanti, sicuramente mi avrei sbadigliato durante la visione di Wonder. E se avessi voluto rifiutarmi di seguire una pellicola ispirata ad un film, sarei rimasto a casa a giocare alla Playstation.

Ma per quanto io sia sempre critico sui film che ispirati ai lavori letterari, il film girato da Stephen Chbosky è riuscito a sciogliere ogni dubbio o cattivo pensiero, immergendo lo spettatore in un film che tocca l’anima.

Se c’è una cosa che ho davvero apprezzato più di tutte è stata la capacità di parlare di un argomento delicato come la sindrome di Treacher Collins, ma anche dell’ignoranza di chi non ha la capacità di vedere oltre ciò che appare agli occhi e il bullismo che scaturisce dall’essere semplicemente delle TDC, in modo da arrivare allo spettatore sotto forma di carezza per il cuore e per la mente e non come uno shock pari ad un pugno sullo stomaco.

Wonder, a cui do una valutazione di 4,3 stelle su 5, è la storia di August “Auggie” Pullman, bambino affetto dalla sindrome di Treacher Collins e che nella sua vita è stato sottoposto a numerosi interventi di chirurgia plastica per avere un aspetto più umano.

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Il padre Nate (Owen Wilson, non più in versione analcolico biondo che fa impazzire il mondo) e soprattutto la madre Isabel (Julia Roberts) hanno messo al centro della loro vita la loro creatura, cosa che ha fatto sentire una mezza inutilità la figlia maggiore Olivia (Izabela Vidovic).

Per quanto Isabel abbia istruito scolasticamente il figlio nella permanenza a casa, per August (Jacob Tremblay) è giunto il tempo di interfacciarsi con il mondo esterno e con tutte le preoccupazioni e le paure che ne conseguono.

Nascondere 27 operazioni in soli dieci anni per avere un aspetto decente e gli organi per vedere, sentire e respirare non può renderti un bambino uguale a tutti gli altri, elevandoti a “fenomenale”. Ma questa è la visione di un mondo dotato di intelligenza, non quello di un mondo composto da bambini di prima media che si fermano all’aspetto e che mostrano alti livelli di cattiveria.

Il film tocca anche il tema dell’amicizia, che finalmente August (Jacob Tremblay) comincerà a conoscere, con gioie e qualche colpo basso subito, e del bullismo scolastico che non sempre ha radici nei bambini. E il film ci aiuterà a capire perché.

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