Coco

Il film della Pixar eccelle grazie ad una trama che regala sostanza alla pellicola

Vi è una convinzione comune per cui maggiori sono gli effetti speciali e maggiore è la qualità del film. Con Coco la Pixar Animation ridimensiona questa convinzione, dando spazio alla qualità ed alla sostanza con una trama che emoziona il pubblico pagante, anche se rispetto a qualche recensione che lo dava per “divertente”, il film in questione è lontano da quel divertimento mostrato da un altro film di cui ho già scritto, ovvero sia Ferdinand. Ma nonostante ciò, la sfida tra quest’ultimo e Coco termina in parità (4,1 stelle di valutazione per il film Pixar).

Dopo il pippone introduttivo, parliamo del film che narra la storia di Miguel, bambino nato con la vocazione musicale ed il sogno di diventare musicista. Tutto bello, se non fosse che la famiglia di cui fa parte odia letteralmente quest’arte, proibendo al bambino di suonare e cantare e obbligandolo a seguire la tradizione di famiglia, quindi diventare calzolaio.

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Il bambino vorrebbe suonare alla piazza della città nel giorno della “festa dei morti” seguendo le orme del suo idolo Ernesto de la Cruz, tanto odiato dalla sua famiglia, ma la distruzione della chitarra per opera di una nonna molto stronza causerà di fatto la fuga del bambino, che passerà a breve dal rubare la chitarra di De La Cruz al ritrovarsi nel regno dei morti, con la necessità di ricevere il petalo della benedizione da parte di uno dei suoi avi.

Il regno dei morti diventa il palcoscenico di questa storia, con Miguel che incontra tutti i suoi antenati in formato scheletro, con la trisnonna Imelda che potrebbe dargli il petalo della benedizione, ma a patto che il bimbo lasci perdere la musica.

Niente da fare. Incompreso, Miguel fugge e con la collaborazione di Hector, che all’apparenza sembra un patacca, parte alla ricerca di Ernesto De La Cruz, di cui a dir il vero il ragazzino pensava di essere tris nipote.

Il prosieguo della storia regalerà svelerà dei retroscena interessanti che coinvolgeranno Imelda, Hector, Ernesto De La Cruz e la viva (anche se destinata a passare a miglior vita) Coco, comprendendo la ragione per cui il film porta il nome della bisnonna del ragazzino nonostante non sia la protagonista principale del film.

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