Natale da chef

Commento sulla commedia natalizia diretta da Neri Parenti

Dopo aver visto Poveri ma ricchissimi diretto da Fausto Brizzi, oggi è il tempo di parlare di Natale da chef, l’avversario nella sfida cominciata prima di Natale e che proseguirà in queste settimane che verranno, con qualche confronto che non verrà meno.

Natale da chef” presenta il dna da classico cinepanettone, con Massimo Boldi che non manca l’occasione di farsi trovare sotto l’albero per gli appassionati di questo genere di film. Un film che non nasconde i soliti intrecci che a tratti mandano in tilt il cervello, e in cui la vera simpatia viene portata alla ribalta in primis da Enzo Salvi, a cui fa seguito la verve sicula di Dario Bandiera.

E all’attore comico romano devo fare i miei complimenti per mantenere la grande capacità di coniugare comicità ad un lessico che non cerca doppi sensi e parolacce per salire alla ribalta, cosa difficile da vedersi quando si parla di cinepanettoni e film comici all’italiana (non che la situazione all’estero cambi).

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Natale da chef è la storia di Gualtiero Saporito (Massimo Boldi), uno chef che pensa di essere un cuoco dal grande fiuto creativo ma che combina solo disastri, tanto che Vissati declassa l’attività Beata & Gualtiero, per la disperazione della moglie Beata (Barbara Foria) che tenta in tutti i modi di tenerlo lontano, fino a cacciarlo.

Ed è così che il cuoco incompreso Gualtiero si ritrova a cercare la sua occasione per dimostrare che la moglie si sbagliava, occasione che arriva grazie a Furio Galli (Maurizio Casagrande) proprietario dell’omonima ditta di catering, squattrinato truffaldino che si affida all’ingenuo cuoco per perdere l’appalto in vista del G7 programmato nel trentino.

L’illuso capo cuoco Gualtiero vuole vincere la gara per il G7, ignaro del fatto che l’equipe a lui data in mano e composta dal sommelier Filippo Tosti (Dario Bandiera), dall’allevatore Tony Cacace (Fabio Izzo), dalla pasticcera [?] Perla (Rocio Muñoz Morales) con marito taxista rimbambito a seguito Felice Becco (Paolo Conticini), in realtà è un branco di scappati di casa scelti appositamente da Furio Grande per perdere l’appalto e salvare la sua attività.

Il film sarà una successione di intrecci che indispettiranno il tenente Mario Linatucci (Enzo Salvi), che non riuscirà a scoprire per quale ragione alcuni membri dell’equipe di Galli cercano di corrompere una povera ignara signora di età avanzata, con Filippo che si sacrifica per la causa, nonostante il tentativo invano di Laura Micheletti (Francesca Chillemi) di rivelare un segreto legato proprio alle votazioni del catering.

Senza togliere i restanti veli alla trama del film, arriviamo alla dovuta domanda: meglio questo film o quello con De Sica? Quest ultimo vince di poco, dato che la mia valutazione su Natale da chef è di 3,4 su 5 stelle. Anche se, lo ammetto, entrambi i film alla stessa maniera non mi hanno convinto a pieno.

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