Seven Sisters

Noomi Rapace si divide in sette nell’interpretazione di sette sorelle sfuggite alla legge del figlio unico

Sunday, Monday, Happy Days. Tuesday, Wednesday, Happy Days. Thursday, Friday, Happy Days. The weekend comes, my cycle hums, ready to race to you. Tranquilli, Seven Sisters non comincia in questa maniera, anche se a causa della scelta poco originale dei nomi delle protagoniste, mi sarebbe piaciuto un intro del genere.

Battute a parte, devo dirvi che Seven Sisters riesce a farmi andare controcorrente rispetto alle recensioni sul web, grazie ad una Noomi Rapace capace di interpretare sette ruoli (le sette sorelle Settman) in un solo film, il quale offre scene e colpi di scena a ripetizione, senza essere piatto se non in qualche frangente. Cosa che porta a dare 4 stelle su 5 nella mia personale valutazione.

Ma parliamo del film. La popolazione cresce a dismisura, la carestia colpisce diverse parti del pianeta e per porre fine al problema, il Bureau per il controllo delle nascite diretto da Nicolette Cayman decide di fare approvare la legge del figlio unico, che impedisce ad ogni coppia di avere più di un/a figlio/a. Chi è “di troppo” viene strappato ai genitori e portato al dipartimento di riassegnazione infantile, dove “congelarli” e ridargli vita in un futuro più lontano.

Il nonno Terrence Settman (Willem Dafoe) salva le nipoti rimaste orfane di madre (del padre nessuna traccia) chiamandole sì con uno dei giorni della settimana, che sarà lo stesso in cui potranno uscire, ma dando loro un’identità comune: Karen Settman. Nessun errore è permesso e lo sbaglio di una si ripercuote sulle altre, come il dito perso da Giovedì che viene mozzato a tutte le altre.

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Le sette ragazze sopravvivono per un trentennio nella casa bunker nonostante il rischio di finire in psicanalisi, arrivando a conoscere le loro caratteristiche nel 2073. Lunedì è l’imbruttita della settiman…opps volevo dire quella più ambiziosa, Martedì si dà agli spinelli, Mercoledì è atletica e a mio parere la più figa, Giovedì ha un carattere ribelle (e colpevole del taglio della falange in età fanciullesca), Venerdì è un mostro della tecnologia, Sabato è la più estroversa e Domenica la più religiosa.

L’unità (si fa per dire) delle sette sorelle va in frantumi dal giorno in cui prima Lunedì e poi Martedì spariscono. Le autorità guidate da quella nazista dei bambini di Nicolette Cayman (Glenn Close) vanno in cerca delle altre sorelle stando attenti a non dar nell’occhio per non compromettere la figura della stessa Cayman.

Domenica è la prima ad essere fatta fuori, seguita da Mercoledì che si becca una pallottola in testa per poi cadere dal tetto di un edificio, da Sabato che fa in tempo a godersi l’unica scopata della sua vita e da Venerdì, che si sacrifica diventando kamikaze tech. Il tutto mentre Martedì resta rinchiusa nel dipartimento privata dell’occhio sinistro.

Toccherà a Giovedì cercare le due sorelle rimaste con la collaborazione dell’agente Knowles (Marwan Kenzari), ignaro del segreto che si cela dietro l’identità di Karen Settman ma degno erede di Matri nel mette a segno al doppietta Lunedì-Sabato. E i colpi di scena a ripetizione metteranno a dura prova l’animo della donna.

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