Ferdinand

Il mio commento sul film capace di emozionare anche i più grandi

La legge della natura vuole che i tori siano bestie robuste, grosse, dalla forza e dalla ferocia indomabile. Invece quella dei film ci regala la dolcezza di Ferdinand (film diretto da Carlos Saldanha), un esemplare di toro che racchiude la dolcezza che ricorda in maniera lampante quella dei cani con cui i padroni e non solo hanno a che fare tutti i giorni.

È la storia di un piccolo vitello di nome Ferdinand che vive in un allevamento di tori da corrida. Non è un toro come tutti gli altri dato che adora i fiori, la pace e non ha la minima voglia di combattere, diventando così lo zimbello di altri vitellini a partire da Valiente.

I tori ed i loro figlioli sono dei poveri fessi in cerca di gloria, quella che ai tori scelti per le corride costa la solita terribile fine. E quando Ferdinand capisce che il padre, toro forte e coraggioso, trova la sua fine all’arena, decide di cambiare la sua vita e di scappare dall’allevamento, trovando accoglienza in una fattoria dove stringe un legame d’amore con la piccola Nina.

Il posto è bello, salutare ed a contatto con la natura, ma la festa finisce alla “Festa dei Fiori”, a cui Ferdidand decide di andare nonostante i divieti del padre di Nina. Il panico tra la folla e le distruzioni floreali portano alla cattura dell’animale, che viene riportato all’interno dall’allevamento da cui era scappato e in cui si dà vita ad una bella rimpatriata tra ex vitellini.

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Per Valiente è l’occasione buona per far vedere all’ormai bestione Ferdinand chi è il più forte, ma è un povero fessacchiotto che rimette una delle due corna, mancando così la possibilità di diventare il toro prescelto dal matador El Primero, che all’arena di Madrid terrà la sua ultima corrida, con Valiente che va a fare compagnia ad un altro compagno di allevamento destinato alla macellazione.

Non si sa come, ma il tentativo di fuga di Ferdinand (in collaborazione con tre porcospini e una capra psicopatica) diventa un atto di eroismo per liberare tutti i tori e portarli alla libertà, con il rischio di essere catturato e di vedere la corsa per la libertà intralciata proprio sul più bello.

Senza svelarvi altro su un film Ferdinand conosce momenti esilaranti, come la fuga dei tori a bordo di un furgoncino (sì, sanno guidare ed è incredibile!) e come il duello a colpi di danza e freestyle tra i tori (Valiente escluso) e tre cavalli del recinto vicino.

Chiudo con una mia personalissima valutazione: 4,1 su 5 stelle non sono un’esagerazione, perché questo film è stato capace di prendere anche lo spettatore adulto, che solitamente non è propenso a lasciarsi trasportare da questo genere di film. A meno di non essere un lavoro che unisce l’animazione ai sentimenti più puri e belli, capaci di farti tornare un po’ bambino senza che tu lo voglia.

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