Flatliners – Linea Mortale

Cinque giovani studenti di medicina sfidano la scienza e la morte, con qualche inaspettata sorpresa

Arriverà il giorno in cui verranno date cinque stelle con una motivazione più che valida per film che ne valgono al massimo tre, anche se nel caso di Flatliners – Linea Mortale il massimo toccato è 2,7 stelle su 5 di valutazione.

Comincio in maniera più insolita del solito, dato che la mia esperienza da spettatore e il mio pensiero sulla pellicola girata da Niels Arden Oplev si scontrano come due auto che percorrono allo stesso momento la stessa corsia, ma con sensi di marcia opposti. Che ve lo dico a fare, l’effetto sapete qual è.

Non ci si faccia prendere da entusiasmi per il fatto che questo è un reboot (rifacimento è ancora meglio) dell’omonimo film uscito nel 1990, perché sinceramente la pellicola si presenta come quella donna che ti prende i primi due minuti che la conosci, per poi scoprire che è una palla al piede e disinnamorartene.

Courtney, Marlo, Jamie, Sophia e Ray (Ellen Page, Nina Dobrev, James Norton, Kiersey Clemors e Diego Luna) sono cinque studenti di medicina considerati dei gran cazzoni dal loro professore.

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Mentre di Ray si può dire nulla, in quanto si mostra sin da subito l’unico professionalmente decente in questo gruppo, tutto si può dire di Courtney, che non trovando un pusher decente decide di usare la medicina per soddisfare ogni suo sapere legato all’aldilà ed alla morte.

Questo la porterà a fare una sperimentazione su sé stessa, che se non fosse stato per l’intervento tempestivo di Ray l’avrebbe portata ad una morte assicurata. Courtney sembra trarre da ciò giovamento. Il passaggio dai ricordi di infanzia al riscoprire capacità abbandonate in passato è piuttosto breve e ciò attira la curiosità di Jamie, Sophia e Marlo, che essendo tre rimbambiti decidono di emularla.

Tutto sembra procedere a meraviglia, fino a quando gli effetti collaterali cominciano a farsi persistenti, mettendo i quattro auto-sperimentatori di fronte a qualcosa fino ad allora sconosciuto, che porterà al decesso di una di loro (vi lascio indovinare di chi si tratta).

Nel mentre morirà anche l’interesse per un film la cui trama viene distrutta da una sceneggiatura che affossa nella pura banalità e piattezza.

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