EELST, il “primo funerale” non si scorda mai

Il concerto di EELST al Forum di Assago vissuto e raccontato da Giuseppe Maggi

Prove di funerale o qualcosa di più poco importa. La prima da “quasi deceduti” degli Elio e Le Storie Tese è andata meravigliosamente bene all’interno del Forum di Assago, teatro in cui ieri scena la band si è esibita per gli ultimi assaggi destinati al pubblico, sempre che nel mentre non decidano di fare 40 nel 2019 per poi chiudere definitivamente i battenti.

Grazie all’amico Giuseppe Maggi, che è stato l’occhio, l’orecchio e l’emozione del “consumatore” presente in loco, su puntadipenna.net si ha modo di raccontare l’appuntamento del 19 dicembre (inizialmente dato come ultimo dalla stessa band) e di portarlo alla vostra attenzione.


“Elio e le emozioni spese”, a cura di Giuseppe Maggi

Per riprendersi da una sbornia ci vuole il suo tempo, così come per riprendersi da una serata come quella offerta da Elio e le Storie Tese al Forum il 19 Dicembre. La tanto agognata, ed altrettanto attesa, serata d’addio è passata sotto il gelo alle porte del Natale, con i circa 10000 spettatori ad accompagnare gli Elii in questo ultimo viaggio nel tempo.

Ripercorrere assieme quasi 40 anni di carriera, è stato palesemente difficile per gli artisti sul palco, visibilmente tesi ed emozionati più di altre esibizioni, nonché per il pubblico attrezzato con appositi fazzoletti griffati per l’evento consegnati appositamente all’ingresso del palazzetto.

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Il fattore positivo delle circa 3 ore di esibizione è stato il non mettere tutto sul nostalgico, ma cavalcando come sempre la graffiante ironia che li ha sempre contraddistinti. Il richiamo, oltre che per i sopracitati fazzoletti personalizzati, va anche all’allestimento del palco, con una struttura richiamante una gigantesca bara, alla quale sono state appoggiate le classiche corone funerarie sui fianchi.

Atmosfera sì celebrativa, canzonando la fine di tutto come un nuovo inizio, o meglio una serie di “spin-off” sui quali si è ironizzato a lungo durante il concerto, ma senza autocelebrazioni in piena semplicità.

D’altronde, è la loro musica ad avere il focus principale e suonare la carica verso un pubblico inizialmente preoccupato per l’imprinting della serata, che poi scorre liscia come non mai.

La scaletta non delude, ma anzi stupisce, per i ritorni in carreggiata di pezzi storici come “Carro”, “Abitudinario” e “Cateto”, insieme ai grandi cavalli di battaglia come “Servi della gleba” o “La terra dei cachi”.

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Le sorprese non mancano anche per le illustri collaborazioni live, con l’ingresso di Cristina D’Avena e Stefano Bollani. Con il celebre compositore meneghino, una versione irripetibile di “El Pube” che ha trasformato il Forum in una sala da ballo sudamericana, evidenziando come la qualità della musica d’élite si sposi perfettamente con i ritmi apparentemente sconclusionati degli Elii.

Per la cantante bolognese, un giusto tributo verso un’amica di vecchia data, omaggiata con una epica versione di “Piattaforma”, dove allora fu Paola Tovaglia a prestare la voce. Chi, come me, è cresciuto a pane e BIM BUM BAM sa bene che l’associazione della performer non è stata un caso, infatti l’emozione sul palco e fuori è stata palpabile, con
la viva evidenza che seppure la vita sia stata ingiusta con l’amata Paola, il suo ricordo vive anche in queste piccole cose rendendola quasi immortale nei cuori di tutti noi.

Immancabile anche il ricordo di Feiez, nel suo assolo di sax in “TVUMDB” e nel coro da stadio “Forza Panino” ormai pura consuetudine nei live degli Elii. Occhi lucidi e voci al limite del rotto non bastano a fermare questa banda di cinquantenni scalmanati, che si dimostrano ancora una volta capaci di regalare una serata gioiosa, seppure l’occasione non sia proprio di quelle migliori.

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Per loro l’appuntamento verso l’uscita definitiva è rinviata al prossimo Festival di Sanremo, nonché al tour che li coinvolgerà sino a giugno, per dare a tutti la possibilità di salutarli come si deve.

Per i più la loro storia artistica è finita poco dopo la mezzanotte, dove la fine dell’assolo di Cesareo in “Tapparella” ha dato il via alle reazioni più disparate, dai pianti alle facce ci cera sino a lanci infiniti di baci.


Giudizio Finale

Per quanto riguarda me e la mia esperienza con gli Elii è la fine di serate all’insegna della buona musica e dell’evasione totale, di un recitar cantando in salsa moderna in continua evoluzione, della certezza che almeno una volta all’anno ti puoi regalare una serata a pensieri zero.

La loro qualità era proprio questa, rendere la vita più leggera seppure le loro tematiche tocchino quasi sempre l’angolo dei cosiddetti “losers”. Per una volta i “losers” hanno avuto la loro rivincita, dimostrando che ora il quoziente della creatività musicare scenderà inevitabilmente, diventando di fatto “vincitori” almeno nel saper riconoscere la qualità nel fare musica.

Poi insomma, una “stellata” coi telefoni sugli spalti come quella sulle note di “Uomini col borsello” non si può spiegare, soprattutto se stiamo parlando di un gruppo di “rock demenziale”.

Se volessimo fare una sintesi di tutto quanto, potremmo usare l’espressione che usava Augusto Daolio al termine dei suoi concerti: “È stato bellissimo”. Davvero.

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