Cars 3

Saetta McQueen dovrà vedersela con agguerriti esordienti e con lo scorrere del tempo

La storia di ogni campione dello sport vede la presenza di una parabola: ascendente fino al punto massimo prestazionale, discendente da quel punto fino al ritiro. Una cosa normale, prevedibile ma non per questo accettata da tutti.

Ed è la storia di Saetta McQueen, che torna in Cars 3 con l’età del veterano e i segni della vecchiaia sulla carrozzeria, lineamenti normali del tempo che scorre per il campione del film della Pixar Animation Studios, distribuito in Italia dalla Warner Disney Studio Motion Pictures.

Nel terzo capitolo della saga, la vettura rossa numero 95 si trova a dover combattere contro esordienti agguerriti, tra cui Jackson Storm, irrispettosi di un campione come Saetta considerato oramai sul viale del tramonto.

La Pixar sceglie di dare meno spazio alle battaglie sulla pista, concentrandosi di più sul personaggio, sul suo stato fisico (anzi, meccanico) e soprattutto emotivo, perché al di là del talento del personaggio, la parabola sportiva di Saetta McQueen non è altro che lo specchio della vita di tutti i giorni, fatto di momenti belli, difficili, crisi, opportunità, persone che ti sostengono ed avversari che ti vogliono affossare.

Ma non è il solo che beneficia di queste attenzioni e di similitudini con la vita reale, perché nel prosieguo del film anche Cruz Ramirez, la personal trainer di Saetta, vedrà un’evoluzione alquanto inaspettata.

Qualcuno magari avrebbe desiderato più gare, ma la scelta di questo focus è sensata e giustificata, a mio avviso. Ed apprezzata, tanto da dare quella percentuale di valutazione in più che porta Cars 3 a guadagnare 3,6 stelle su 5.


Il film

Sono momenti difficili per Saetta McQueen. Diventa grande, giusto per non dire che sta invecchiando, diventa il veterano del circus e deve battersi con new entry tirati a lucido e sicuri di sé, così come sicuri del fatto che Saetta sia oramai una vettura pronta per la pensione.

Il protagonista non si rassegna ai segni del tempo e continua a mostrare quel po’ di spavalderia rimasta, che lo rende sempre zuccone di fronte a qualsiasi suggerimento a lui fatto. Anche dopo l’incidente che lo mette fuori gioco nella Pistons Cup, che ha favorito il cammino di Jackson Storm verso la conquista dell’ambito trofeo.

Saetta cerca di rimettersi in sesto in vista dell’ultima gara in Florida, quattro mesi dopo la battuta d’arresto in gara, affidandosi mal volentieri alle ruote di Cruz Ramirez, personal trainer ed ex pilota, che appese i cerchioni al chiodo prestissimo dopo aver vinto una sola gara e perso l’autostima necessaria per gareggiare.

Si cerca in ogni modo di stimolare Saetta, tra terapie d’urto di Cruz, prove al simulatore, l’aiuto di Smokey, il supporto morale di Cricchetto (sempre presente coi suoi dentoni) ed una gara di autodistruzione.

Saetta è a un bivio: la vittoria per continuare a gareggiare o la sconfitta per una triste uscita di scena da campione eclissato dalla gioventù che avanza. Basteranno gli allenamenti a riportarlo al vertice?

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