Prima di Domani

Un film tratto dal romanzo “Before I Fall” di Lauren Oliver

Partiamo subito con una domanda: perché il titolo di un film straniero dev’essere necessariamente stravolto?

“Prima di Domani”, film statunitense uscito qualche settimana fa nelle sale cinematografiche italiane, in realtà si chiama “Before I Fall” (Prima che Cadda, ma “Prima di Cadere” è più leggibile), adattamento dell’omonimo romanzo di Lauren Oliver, e a mio avviso non vi era alcuna necessità di cambiare l’ultima parola nella traduzione in italiano. Era già bello così!

In 99 minuti di film potrete assistere a continui déjà-vu della protagonista, che in preda ad ansie continue (che vengono anche allo spettatore) e a paure, fatica a vivere il presente con il sorriso e tenta di trovare un rimedio per cambiare gli eventi.

Come sempre, un conto è leggere un romanzo ed un altro è portarlo in pellicola, ma il risultato finale è un film che risulta essere un po’ troppo piatto e a tratti di scarso interesse. E ciò giustifica la mia valutazione di 2.6 stelle su 5.


Il film

Samantha Kingston (Zoey Deutch) è un’adolescente all’ultimo anno di liceo, legatissima alle sue amiche Lindsay (Haltson Sage), Ally (Chynty Wu) ed Elody (Medalion Rahimi), un po’ meno alla sua famiglia (nonostante la dolcezza della sorellina) ed innamorata di Rob (Kian Lawley).

Una ragazza calma, dolce, tranquilla e mai ansiosa. E infatti ogni mattina si alza pensando di rivivere la stessa giornata, di avere sempre lo stesso déjà-vu, accompagnata dall’immancabile “mai una gioia”.

Tutto questo arriva dopo un incidente automobilistico che la coinvolge insieme alle sue amiche, dopo aver abbandonato la casa di Kent (Logan Miller) che aveva dato una mega festa a casa sua.

Un déjà-vu, come detto in precedenza, in cui non manca proprio nessuno, compreso l’iPhone che a più riprese vede delle belle inquadrature con il simbolo della “mela” in bella vista.

Ogni giorno la stessa scena, le stesse persone, gli stessi episodi e lo stesso epilogo. Si può vivere così? NO! E infatti Samantha decide che è ora di cambiare l’ordine degli avvenimenti, con le varie conseguenze che ne conseguono (perdonate il gioco di parole).

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