Song to Song

Storie intrecciate, infelicità e tradimenti nel film diretto da Terrence Malick

64259_pplSi può vivere una vita senza eccessi che fanno sbandare, senza infelicità da farsi male e senza equilibri che fanno cadere?

Se tutto dipendesse da “Song to Song”, probabilmente no, salvo scrutare un filo di luce all’orizzonte, salvo catturare l’attimo per capire che in realtà si può trovare la felicità nella normalità, senza vivere un’esistenza folle e senza limiti, capace di far perdere per strada tutto il bello che si può vivere senza una vita spericolata.

Ma sarà che sono artisti, sarà che hanno sogni da realizzare e da demolire, sarà che le sette note non sono sufficienti per campare senza inciampare, ma in quel di Austin (Texas) chi impara l’arte la mette da parte, lasciando spazio al non detto, all’infelicità, al tradimento.

Song to SongDopo questo pippone metà poetico e metà non so che caspita uno scritto, giungiamo alla mia valutazione. Non so come la pensa chi l’ha visto, ma i super pipponi chiamati “focus” sui protagonisti del film dopo un po’ mi hanno sollevato dalla sedia sotto il peso di un eccessivo rigonfiamento sottocutaneo.

Nessuna scintilla, nessuna interesse a scoprire la psicologia dei protagonisti, forse perché non vi è alcuno stimolo creato nello spettatore? Per “Song to Song”, solo 2.4 su 5 stelle di valutazione.


Il film

Song to SongPassiamo a parlare del film e del gruppo di protagonisti problematici di “Song to Song”. Come anticipato, ci troviamo ad Austin, in Texas, dove non v’è solo il circuito di Moto GP e Formula 1, ma anche un folto schieramento di artisti sognatori di successo musicale.

Tra questi troviamo BV (Ryan Gosling), artista con il desiderio di sfondare nella musica, che un bel giorno si innamora di Faye (Rooney Mara), anch’ella cantante.

Un famoso detto dice che Dio li fa e poi li accoppia, e così avviene. Ad uno con problemi di stabilità psicologica non poteva essere messa a fianco una donna che in questo ambito lo asfalta. E il prosieguo del film lo dimostra.

Ma andiamo con calma. BV incontra Cook (Michael Fassbender), produttore discografico pieno zeppo di soldi, di prese per i fondelli e di figa, affidabile come una suocera che ha voglia di toglierti dalle scatole.

songTOsongCosì affidabile da fregare a BV i diritti sui brani e da portarsi a letto la sua donna, Faye. Alla faccia dell’essere come fratelli.

Faye ha la stessa fedeltà di Zlatan Ibrahimovic e si fa dare due colpi da Cook (o dal cock di Cook che dir si voglia) in un gioco a tre che comprende la bella bionda Rhonda (Natalie Portman), cameriera che Cook ha sposato.

Siccome il film vuole insegnare che in amore bisogna essere fedeli, Faye riesce a fare bottino grosso con una relazione omosessuale con Zoey (Berenice Marlohe), con le due che non perdono occasione di farsi in tutti i luoghi e in tutti i laghi.

Faye non è la sola protagonista che si presta a questi pericolosi giochi, in un concatenarsi di relazioni perverse in cui il gioco finisce col non valere la candela.

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