Filippo Graziani, appuntamento in “Sala Giochi”

Il secondogenito del celebre Ivan esce nei negozi fisici e digitali con il suo secondo lavoro discografico

image006Ci sono voluti due anni e mezzo di duro lavoro, con le note risuonanti in testa e con lo sfondo delle colline romagnole, per vedere il risultato finale che, finalmente, oggi venerdì 16 giugno giunge nei negozi fisici e digitali.

Di cosa sto parlando? Dell’album “Sala Giochi”, nuovo lavoro discografico di Filippo Graziani, album presentato in anteprima per i media martedì 13 giugno e secondo album della sua carriera, prodotto tra composizioni a casa in solitario e il lavoro in studio con l’arrangiatore Simone Papi per la label svizzera “Farner Music”, guidata dal tycoon Cosimo Vindice.

“Sala Giochi” contiene undici brani inediti:

  • È vero o no
  • Appartiene a te
  • Il mondo che verrà
  • Tutto mi tocca
  • Mettici vita
  • La parte migliore
  • Esplodere, in airplay già da qualche giorno
  • Credi in me
  • Vicini e lontani
  • Vorrei
  • Dove è il mio posto.

Un nome, una passione

Un nome: “Sala Giochi”. Una passione: i giochi arcade. Potrebbe essere sufficiente a spiegare la scelta del nome del suo secondo album:

“Per me la musica è veramente come un tetris, quando compongo lo faccio un po’ come se fosse un videogame”.

Potrebbe essere sufficiente, ma non lo è. Per capire meglio la sostanza di ciò che è contenuto in “Sala Giochi”, bisogna aggiungere altre passioni di Filippo Graziani: l’amore per gli anni ’80, la passione per le commedie americane di John Hughes e le i movies del primo Mel Gibson.

Et voilà, il concept delle canzoni del nuovo disco è servito, come nei migliori bar musicali.

“Mi piaceva dare un contesto, un contenitore a quell’immaginario, che fosse la somma di tutto quel periodo metà anni 80, cosi ho pensato a Sala Giochi, ai suoni dei videogame dell’epoca, che sono presenti nell’album; reminiscenze degli anni in cui mi sono formato. Anche se ormai obsoleto, ho cercato un nome che mettesse insieme film, giochi, musica, e i suoni del disco si avvicinano a quel periodo”.

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