7 minuti dopo la mezzanotte

Juan Antonio Bayona tenta di unire fantasy e dramma umano ottenendo un risultato soddisfacente

a-monster-calls-sette-minuti-dopo-la-mezzanotte-primo-trailer-del-fantasy-di-juan-antonio-bayonaSe “7 minuti dopo la mezzanotte” fosse visto seguendo il tracciato di un giudizio spicciolo senza completa comprensione, ci troveremmo di fronte a delle sentenze affrettate che lo affosserebbero ingiustamente.

È vero, dopo i 40 minuti avrei preferito fare altro, perché ad una certa vedere una storia in cui un bambino continua a parlare con un mostro a forma di albero farebbe venire un considerevole gonfiore ai genitali.

E verrebbe da prenderlo non poco per i fondelli, se non fosse che la seconda parte di film ci fa catapultare nel dramma umano di un bambino che per esistere ha bisogno di trovare in questo mostro il suo punto di forza e di sfogo, ma che soprattutto non riesce ad accettare la perdita certa della madre malata di cancro.

Proprio per questo il mio giudizio sale leggermente, portando 7 minuti dopo la mezzanotte ad una valutazione di 2.9 su 5 stelle.


Il film

7-minuti-dopo-la-Mezzanotte-immagine-Cinema-02Sono tre i protagonisti del film: Connor O’Malley (Lewis MacDougall), il mostro a forma di albero (voce di Liam Neeson) e la Casio che fornisce le ore 00:07 .

Connor è un bambino che vive in un mondo tutto suo. Non cagato di striscio dalla nonna materna (la signora Clayton, interpretata da Sigourney Weaver) né dal padre (Toby Kebbell); è legato alla madre Lizzie (Felicity Jones) e ai bulli della scuola che lo massacrano di botte ogni santo giorno.

È un bimbo che vive di incubi, che puntualmente si presentano alla mezzanotte e sette minuti, mentre tutti dormono. Tanto che se i vicini di casa fossero vivi in questo film, gli avrebbero lanciato bidoni dell’immondizia contro per farlo tacere.

7-minuti-la-mezzanotte-Sigourney-Weaver-699x475Ma tant’è che il Tasso, perché si vuole che l’albero abbia il nome di una specie animale, si presenti a lui poco dopo la mezzanotte, incazzato, dolce e un po’ spacca maroni per la questione del racconto delle sue tre storie in cambio di quella di Connor.

Ma soprattutto diventa la valvola di sfogo per la sua rabbia interiore legata alla paura di perdere la madre e a quella di essere invisibile al mondo. Rabbia che lo porterà a danneggiare il salotto e a mandare all’ospedale il bullo più grande. Futuro nel wrestling assicurato, campione!

Alla rabbia si aggiunge il dolore per il cammino della madre verso l’aldilà, e il peggiorare della situazione clinica di Elizabeth, la madre di Connor, porterà nonna e nipote a tentare, nel possibile, una pacifica conciliazione.

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