Magikarp Jump, semplice e senza AR

The Pokemon Company punta sua tipologia di Pokemon e rinuncia alla Realtà Aumentata

magikarp-jump-screenshot-2Pokemon Company e Nintendo ci riprovano, ma senza la Realtà Aumentata. Ed è così che Magikarp Jump ha visto la luce per device iOS e Android, attirando la curiosità di milioni di giocatori sparsi sulla Terra.

L’assenza della Realtà Aumentata è un aspetto che differenzia Magikarp Jump da Pokemon GO, ma non è l’unico e certamente non il primo.

A dimostrarlo lo è il protagonista, il Magikarp, che mangiando, allenandosi e sfidando gli avversari arriverà fino ad un certo livello. Perché dico fino ad un certo livello? Perché vi è un tetto massimo per il Magikarp: toccato quello, richiesta di pensione all’INPS e via con il prossimo.

Questo può essere un aspetto in parte positivo, perché vi permetterà di pescare nuovi Magikarp da far crescere e con la fortuna di personalizzare il nome. La difficoltà, come noterete giocando, riguarderà la crescita parallela del vostro livello allenatore, che vi porterà ad impiegare più tempo nel prosieguo della vostra scalata alla Lega Pokemon.

La scelta di adottare una grafica più semplice, cartoon e senza la Realtà Aumentata (è già la terza volta che dico Realtà Aumentata, opps quarta!) giova al gioco. Leggero, magari non al passo coi tempi, ma piacevole.


L’effetto Tamagotchi

Tante belle parole spese per il gioco, sia dal sottoscritto sia da chi l’ha scaricato, nonostante un velo nero nascosto. Il vostro lavoro di allenatori di Magikarp potrebbe essere mandato a farsi benedire, così come il lieto fine del gioco.

Senza troppi giri di parole, vi sono due grossi pericoli nascosti dietro il “cattivo presentimento” dell’allenatore: il rischio di essere catturati da un Pidgeotto o di essere frantumati dall’esplosione di un Voltorb.

Nel primo caso, la scelta di mangiare una bacca potrebbe tramutarsi nella cattura da parte del volatile, che addirittura potrebbe catturarvi anche mentre siete sul pelo dell’acqua del vostro acquario; nel secondo, aprire una poké-ball potrebbe far vivere al vostro pesciolino la stessa sensazione di un palloncino che scoppia.

In un caso o nell’altro, sareste costretti a dire addio al vostro mostro. Per quale motivo ho sottotitolato il paragrafo “effetto Tamagotchi”? Perché i più piccoli potrebbero risentire dello stesso effetto vissuto da chi curava il pulcino del famoso gioco giapponese, qualora non fossero in grado di distinguere il gioco dalla realtà!

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