Cosa faremmo senza i social?

Ecco alcune delle azioni che tornerebbero in voga in assenza delle community

Un articolo, una piccola raccolta di riflessioni, che prendono spunto da due cose:

Ed una domanda che mi sono posto: come sarebbero le nostre giornate se non portassimo con noi i social che quotidianamente utilizziamo?

È una domanda dalle risposte banali, che spesso e volentieri bypassiamo perché l’argomento, nell’era della schiavitù tecnologica, semplicemente non ci interessa.

Ecco una piccola raccolta di azioni del quotidiano che adotteremmo se non portassimo con noi telefoni con social network installati.


Meno zombie per strada

Avrei voluto scrivere rincoglioniti, quindi scrivo zombie rincoglioniti, per rendere più chiara l’idea.

Parlo di una cosa nota a tutti: persone che camminano con lo sguardo in fissa sullo schermo, attratto magneticamente e schiavo di esso.

Quindi zombie, rincoglioniti e schiavi del digital, con l’incapacità di gestirne l’uso e sfuggire all’abuso.

E con la stessa capacità di andare di faccia contro muri e colonne, attraversare la strada col semaforo rosso (a piedi, in bici o in auto), mettere in pericolo la propria salute e quella degli altri.

Non solo dal punto di vista fisico, ma anche di quella coronaria. Basti pensare a chi preferisce lo smartphone ad un ripasso di grammatica. Un colpo al cuore!


Meno coglioni sui social

Qui ci sarebbe da aprire un discorso a parte, per cui un piccolo paragrafo non sarebbe sufficiente.

Riassumo la questione così: senza social non c’erano haters scatenati su Facebook & Co., era assente il bullismo via Whatsapp, si commentava in famiglia o tra amici i programmi in tivù.

Senza i social non c’era la forza di Hercules nelle punte delle dita, non c’era nemmeno il pensiero di chi infamare e soprattutto si cercava di dare un vero senso ad ogni giornata.

Quando ero bambino giocavo a calcio il pomeriggio nel prato davanti a casa mia. Oggi tutto questo è sparito, è rimasto il deserto.


Giochi da tavola

risiko_tanksSenza i social network in mezzo alle palle, non ci sarebbero scuse per pomeriggi o serate ignoranti e ricche di insulti intorno ad un tavolo.

Chi di voi ricorda il tempo speso davanti a Uno (con rischio risse!), Risiko, Monopoli e al Jenga?

Nessuna scusa che tenga. O il gioco ad uno di questi oppure la richiesta di riscatto ai tuoi genitori. Che potrebbero rifiutare perché come figlio non ti sopportano.


Euro in più in tasca

Avere i social network e pubblicare contenuti con (almeno) una buona definizione significa dover spendere almeno 300 euro.

Se consideriamo che questa è una delle ragioni per cui si cambia dispositivo mediamente ogni cinque mesi, diciamo che al mezzo migliaio di euro di spesa ci si arriva.

Quantità di denaro che rimarrebbe nelle vostre tasche se non vi fosse la necessità di avere il device all’ultimo grido e mille social installati.

A questo aggiungiamo la spesa degli abbonamenti telefonici, delle promozioni attive e dei giga in più acquistati quando questi vengono esauriti.


Solo posate a tavola

Una delle azioni diventata un vero e proprio vizio dell’utilizzatore medio è portare lo smartphone a tavola, seguendo il buon galateo dell’utente duepuntozero.

Evitabile quando si pranza o cena a casa, intollerabile quando si mangia con amici a casa o fuori, in una qualsiasi pizzeria o al ristorante.

Senza i social di mezzo non solo non vedremmo smartphone posizionati lungo la tavola, ma passeremmo dallo scriverci su whatsapp a 20 centimetri di distanza al parlarci senza filtri.


Gli InstaFood inesistenti

Parlando di tavola e quindi di cibo, una delle cose che certamente saremmo costretti a non fare è darci alla fotografia delle pietanze che mangiamo.

In primis, col cavolo che si vedrebbero device in bella vista per immortalare i piatti appena serviti, come se fosse l’ultima cena.

E poi, se proprio uno volesse scattarli, dovrebbe tirare fuori una macchina fotografica e tenere a bada il formicolio derivante da “cavolo devo pubblicarla subito!!!!”.

Peggio ancora nel caso di macchine fotografiche coi famosi rullini (roba sconosciuta ai bambini d’oggi e oggetto diventato quasi medievale).

Un rullino, 32 scatti e….quanti euro costava comprarne uno?


Viaggi: zaino in spalla e reflex a tracolla

Zaino in spalla, reflex a tracolla e….probabilmente imprecazioni lanciate contro Trenitalia o le compagnie aeree. Perché queste rimangono sempre.

Pensate se voleste raccontare la vostra avventura in un posto mai visitato, senza poterlo raccontare sui social?!

Sareste costretti, per forza di cose, a riscoprire ciò che anche al di fuori dell’ambito “viaggi” abbiamo smarrito: apprezzare ciò che ci circonda.

I vostri occhi, i nostri occhi, sono la prima macchina fotografica che raccoglie le immagini, una reflex ciò che ci permette di mostrarla a chi non è presente con noi.

Se raccontassimo i nostri viaggi in maniera amatoriale o da blogger del settore, senza i social saremmo costretti a vedere tutto, a scattare il più possibile, ma senza l’ansia e la preoccupazione di pubblicarli al volo, rischiando di perdere qualcosa.

E il pubblico ad attendere con impazienza l’articolo, o gli articoli, con il racconto e le foto delle giornate passate in giro per città, Paesi, continenti. Cosa che, ora come ora, è impensabile.

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...