Animali notturni

Quando la scrittura diventa l’arma di una dura vendetta

50805_03996_v2_crop-980x480Nudo e crudo come ad ogni pseudo recessione che ho pubblicato fino ad ora, la prima domanda che mi sono posto è stata: perché si caga sotto la protagonista e non il pubblico al cinema?

Animali Notturni di Tom Ford, film presentato al Festival del Cinema di Venezia, è un thriller che personalmente non mi ha preso, colpito e nemmeno sfiorato. Niente paura e nemmeno piacere nel vederlo.

Alla fine si capisce la trama del film e certi aspetti, col senno di poi, lo rendono piacevole. Ma non bastano, a mio parere, a raggiungere la sufficienza, toccando 2,4 stelle su 5 di valutazione.

LA TRAMA

Susan Morrow (Amy Adams) possiede una galleria d’arte a Los Angeles, è madre e moglie (per la seconda volta), e conduce una vita agiata da cornuta.

Sì, perché il secondo marito è un business man ma soprattutto bomber con le donne, ma la sua figura farà poche comparse in quanto considerato come il due nella briscola.

animali-notturniSusan sarà pure gnocca, ma è pure stronza e lo si capirà verso la fine del film. Il cagarsi sotto citato nell’intro dell’articolo prende vita quando riceve dall’ex marito Edward (Jack Gyllenhaal) un romanzo scritto di suo pugno.

E non è altro che il frutto di una vendetta scritta a chiare lettere (scusate il gioco di parole) da un non violento, sensibile e a pugni faceva al massimo con le bolle di sapone, ma soprattutto egocentrico.

Il film è un continuo passare dal racconto del romanzo allo stato d’animo di Susan, scoprendo così che è lei la protagonista del lavoro letterario.

Ed è facile domandarsi perché l’ex moglie di Edward è al centro di questo lavoro?

Perché nonostante sia una persona di poco carattere, come il protagonista del suo racconto, riesce a vendicarsi con il suo lavoro di una doppia cosa ignobile fatta ai suoi danni: divorziare da lui e abortire non rendendolo padre.

E siccome la vendetta è un piatto freddo da servire al ristorante, l’ultima scena vede lei da sola al tavolo, invitata proprio da lui, a rimurginare dei suoi comportamenti da stronza posti in essere durante il loro matrimonio.

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