Volevo fare l’attore (anzi vorrei)

Un desiderio nascosto da quando ero bambino

Come in una fiaba, mi piace partire con la frase più bella e più conosciuta sulla Terra: c’era una volta

C’era una volta un bambino che sognava di lavorare nel mondo del cinema, trovando nel palco delle recite scolastiche il posto per sognare.

Vestito da albero, da angelo, da qualsiasi altra cosa poco importava, non si perdeva d’animo se non vestiva i panni del protagonista, perché recitare gli piaceva e la passione non mancava.

Quel bambino ero io, bello d’aspetto e bravo sognatore, ma troppo timido per chiedere di poter fare un corso di recitazione.

A dir la verità, per quanto bravo sui libri, non lo ero altrettanto nel volere le cose. Timidezza, paura, stavo male al solo domandare qualcosa a cui si potesse dirmi di no.

La mia valigia pieni di sogni, di film, di conduzioni televisive, rimase un bagaglio lasciato nella sala d’aspetto di una stazione.

Non passò alcun treno, non passai io ad obliterare il biglietto, nemmeno per un viaggio di prova, considerato una perdita di tempo.

Nel frattempo il bimbo crebbe vedendo gli attori al cinema, i conduttori in radio e tv, ma mai la sua figura accostata ad almeno uno di questi mondi.

La mia valigia è sempre ferma in stazione, con gli adesivi di Cannes, Hollywood e Venezia, con le fotografie degli attori con cui vorrei recitare.

Ad esempio: Castellitto, Cortellesi, Frassica, Banfi e Miriam Leone, artista che adoro un casino e che con cui mi vedrei bene anche a condurre un programma in tv.

Charlize Theron e Tom Hanks sarebbero qualcosa di incredibile, ma per sognarli bisogna pagare.

Ecco, pagare. Perché se negli ultimi anni non ho potuto fare un benedetto corso di recitazione è anche per questo.

Costano e non poco, e ora come ora essere steward, animatore, mascotte, non permettono di poter sostenere una spesa non indifferente. Almeno per ora.

Sì, perché il volevo fare l’attore è tornato ad essere vorrei fare l’attore, vestendo i panni di personaggi che ora vesto solo come mascotte, o al massimo come animatore quando richiesto.

Immedesimarsi in un personaggio, raccontare con capacità attoriale, fare emozionare lo spettatore in sala.

Sì, vorrei fare l’attore e spero, nel mio piccolo, di poter cominciare…prima o poi.

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