deepwater - inferno sull'oceano

Deepwater – Inferno sull’oceano

Il più grande disastro petrolifero della storia americana

60077_pplChi immaginava di trovarsi di fronte ad una sorte di film-documentario sul disastro ambientale che il 20 aprile 2010 macchiò i mari del Golfo del Messico, si è trovato spiazzato dalla pellicola girata da Peter Berg.

Deepawater – Inferno sull’oceano” non è il racconto del più grande disastro petrolifero della storia americana, ma la storia di lavoratori mandati sulla piattaforma semi-sommergibile Deepwater Horizon per diventare carne da macello.

Storie umane sì, ma anche di negligenze nel campo della sicurezza sul posto di lavoro, lasciato in secondo piano quando si è volti al risparmio (la cosa mi ha ricordato molto l’Italia).

L’inizio e la fine del film mostrano immagini video reali riguardanti il processo sul disastro della Deepwater Horizon, nel quale persero la vita 11 dei 126 lavoratori impegnati nell’estrazione di petrolio, ricordati uno alla volta.

Come già detto, Peter Berg va controcorrente e punta sull’aspetto umano, su come i protagonisti, ovvero sia il personale impiegato sulla Deepwater Horizon, hanno vissuto le ore drammatiche dell’esplosione del semi-sommergibile.

Ma parliamo del film. Jimmy Russell (Kurt Russell), installation manager offshore della Deepwater Horizon per la Transocean, e Mike Williams (Mark Wahlberg), capo elettricisti, capiscono sin da subito che qualcosa non va sulla semi-piattaforma.

E i punti dolenti escono fuori quando i due riferiscono le negligenze a Donald Vidrine (John Malkovic) e Robert Kaluza (Brad Leland) della British Petroleum, che agiscono in nome del risparmio, sacrificando la sicurezza dell’impianto e dei lavoratori.

fhhMr. Jimmy trova nel test di pressione negativa la mossa necessaria per verificare la stabilità del pozzo, nonostante Mr. Vidrine non lo trovi necessario.

La spavalderia di quest’ultimo sembra dargli ragione, fino a quando non arriva il momento di passare al test di pressione negativa sulla kill line, che porterà ad effetti catastrofici.

La pressione schizza oltre i livelli di norma, portando l’allarme a color magenta (colore della cravatta indossata da uno dei personaggi all’inizio del film), petrolio e gas escono dalle tubature all’interno della semi-piattaforma.

Il disastro è compiuto. Il personale impiegato sulla Deepwater Horizon tenterà di salvare la struttura in ogni maniera, ma le esplosioni manderà fuori uso ogni comando e il crollo strutturale li costringerà a cercare la fuga per salvare le penne.

Mike Williams e Andrea Fleytas (Gina Rodriguez) saranno gli ultimi a salvarsi, la Deepwater Horizon collasserà su se stessa in quel maledetto dì del 20 aprile 2010.

VALUTAZIONE

Un docu-film sul disastro ambientale sarebbe stato forse banale, e questo fa sì che si apprezzi la scelta di Peter Berg di focalizzare il film su ciò che vissero i lavoratori impiegati sulla semi-piattaforma.

Le dinamiche mostrate nel film mi hanno ricordato scene di film sul disastro nucleare di Chernobyl, con differenze e similitudini tra i due gravi incidenti ambientali.

La focalizzazione sulla mancanza di sicurezza degli standard di sicurezza sul lavoro apre gli occhi su un problema sfortunatamente attuale.

Per tutti questi punti, al film vanno 3,8 stelle su 5.

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...