alla ricerca di dory

Alla ricerca di Dory

Il modo di raccontare il tema della disabilità è il vero effetto speciale all’interno del film

alla-ricerca-di-dory-trailer-completo-1024x682Un film adatto a grandi e bambini, come “Pets – Vita da animali“, dalle tematiche differenti e dal contenuto emotivo importante è “Alla ricerca di Dory“, film sequel di “Alla ricerca di Nemo” uscito 13 anni fa.

La trama, le tematiche trattate e la qualità del film giustificano il successo della Disney/Pixar, che ha raggiunto nei giorni scorsi l’incredibile cifra di 1 miliardo di dollari di incasso in tutto il mondo.

La storia di Dory, personaggio su cui si concentra l’attenzione della storia, è un pesce che vive con difficoltà di amnesie a causa della sua memoria a breve termine, sin da quando era piccola.

Accanto a lei ci sono gli amici fidati Nemo e Marlin (il papà di Nemo), ma non i genitori (Charlie e Jenny) che la stessa Dory aveva perso dopo essere stata risucchiata in un condotto, quando era piccolissima.

Il piccolo pesce blu dalle pinne gialle (non è un prodotto Rio Mare) è intenzionata a trovare i suoi genitori. E così coinvolge Marlin e Nemo nella ricerca partendo in direzione del Gioiello di Morro Bay, in California, grazie ad uno dei ricordi apparsi nella mente di Dory.

alla-ricerca-di-dory-recensione-filmAll’arrivo in California, però, le strade tra Dory e i suoi amici dovranno dividersi per una serie di circostanze, che porteranno la pesciolina a finire in quarantena dentro ad un istituto oceanografico.

La particolarità di questo centro, visitato da persone che amano vedere animali marini e pesci, e soprattutto catturare i secondi, è che la speaker è Licia Colò, che con tutta probabilità ne aveva un po’ le scatole piene degli orsi bianchi.

La ricerca dentro a questo centro di cura per animali con problemi di vario tipo avviene grazie all’aiuto di Hank, un octopus mimetico che odia i bambini, della balena Destiny (amica d’infanzia di Dory), del beluga Bailey e della gavia spennata Becky.

Dory continua a fare progressi, ritrovando la memoria a piccoli passi, fondamentali nell’approdo a quella che avrebbe dovuto essere la sua “casa”, un’enorme vasca in cui i suoi genitori avrebbero dovuto attenderla.

alla-ricerca-di-dory-hank-foto-trichechiE quando sembra che Dory sia arrivato al suo obiettivo, la notizia (falsa!) della morte dei suoi genitori manda il pesciolino blu nello sconforto più totale e in pieno stato di amnesia.

E mentre lei termina a girovagare senza meta nell’oceano, Hank (catturato nel tentativo di salvare Dory) Nemo e Marlin finiscono in un furgone per essere trasportati via.

La speranza è l’ultima a morire e Dory, seguendo le conchiglie apparse in un flashback, trova i suoi genitori, in una delle scene più toccanti e commuoventi del film.

Per Dory, la famiglia è composta anche dagli amici appena persi. Servirà ancora l’aiuto di Destiny e Bailey (prima) e Hank (poi) per salvare i suoi amici e ricongiungersi nuovamente ai suoi genitori.

NESSUN PARAGONE CON “PETS – VITA DA ANIMALI”

58591_pplParagonare “Alla ricerca di Dory” con “Pets” è pura follia, nonostante gli animali siano i veri protagonisti.

Il film ripropone in versione cartoon, per un racconto empatico e più dolce, uno dei temi più delicati della vita dell’uomo: la disabilità.

Senza creare pietismi, ma muovendo la mente e soprattutto il cuore per sensibilizzare al meglio gli utenti al cinema.

Senza l’arte del considerare “poverino” un individuo con difficoltà, ma riuscendo ad esaltare quella voglia di “non mollare” che tante volte si cerca di inculcare.

Dory è un pesciolino che vive le sue difficoltà per via di una memoria a brevissimo termine. Fa le cose rapidamente e di puro istinto, ma le fa bene e questa sua sana follia diventa un punto di forza.

Così come la sua capacità di cominciare a ricordare pian piano le cose, di cominciare a credere a sé stessa e ad acquisire fiducia.

LA MIA VALUTAZIONE

Con tutti questi elementi, Disney/Pixar ha fatto centro. Non è un film che contiene scene travolgenti, ma è un film che vuole insegnare qualcosa.

Non ha gag esilaranti, ma passaggi importanti all’interno del suo racconto, così da renderlo piacevole ed interessante.

Se paragonato a “Pets – Vita da animali”, con cui il confronto continuerà in molti articoli e varie recensioni pubblicate soprattutto sul web, la mia valutazione raggiunge le 4 stelle, battendo il lavoro degli ideatori di Cattivissimo Me.

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