pokemon go

Nella trappola di Pokemon GO

La mia recensione sul gioco provato a San Donato Milanese

Ebbene sì, anche il sottoscritto è caduto nella trappola di Pokemon GO.

Proprio io che avevo dichiarato apertamente che MAI e poi mai avrei scaricato e giocato con il gioco che ha fatto arricchire la Nintendo e rincoglionire milioni di persone.

Già. La sola motivazione per cui ce l’ho sul mio Samsung è che sabato prossimo dovrò lavorare ad un evento ad esso legato (clicca qui), altrimenti mi sarei risparmiato l’ingresso in questo segmento, preferendo di netto la versione per GameBoy.

Il mio lato curioso mi ha portato a girare anche con la mia bici in una giornata con poco traffico pedonale e con la applicazion aperta per una bella mezz’ora, così da poter fare una piccola recensione.

Pokemon GO, la recensione

Il gioco in sé raggiunge il voto 6.5, complice alcune migliorie apportate e l’ingresso di alcune funzionalità che, rispetto all’uscita di metà luglio, lo hanno reso un po’ più interessante.

Tra i suoi pro, la possibilità di poter entrare a far parte di tre tipi di squadre (istinto, saggezza e coraggio. Io ho scelto ISTINTO), di poter sfidare i capi delle palestre, l’incertezza sul pokemon che uscirà dalle uova che bisognerà schiudere camminando (un motivo in più per alzare il culo dal divano).

Tra i contro che ho rilevato, gli aggiornamenti che hanno creato non pochi problemi a molti utenti (leggere commenti di possessori smartphone Android), il segnale GPS che viene perso durante la fase di gioco o che dà di matto se sei a casa, quindi in un posto fisso (il mio era impazzito, ma mi aveva permesso di rilevare e catturare due pokemon), e il numero eccessivo di caramelle per l’evoluzione di molti pokemon (400 per Magikarp, giusto per citarne uno).

La situazione a San Donato Milanese

Come detto all’inizio dell’articolo, ho voluto curiosare percorrendo almeno il 65% dell’area del Comune in cui vivo. E ho scoperto che:

  • in via Caviaga vi sono sei pokestop (e due alle fermate dei pullman ATM e AutoGuidovie), così da caricare il proprio bagaglio di pokeball ed altri strumenti.
  • un pokestop è presente davanti alle Poste Italiane. E visto che sono sufficienti 15 minuti per vedere gli stop ricaricarsi, e considerando il tempo che si impiega alle poste, potrete fare una bella scorta.
  • un’altra fermata è presente in zona cimitero, giusto per farsi trovare nel posto giusto e al momento sbagliato se si attraversa la strada senza guardare (e non è poco trafficata).
  • anche le chiese si sono adattate ai tempi. Tra queste: Sant’Enrico, Bolgiano e Santa Barbara.
  • tre pokestop nell’area del Comune. Così, per megalomania.
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