rio-2016

202 guns

Cara…bina ti scrivo, così ti ringrazio un po’. Mi perdonerà Lucio Dalla se prendo in prestito e modifico l’inizio di una sua canzone, ma in un gioco di parole così semplice e banale c’è il ringraziamento speciale e doveroso per l’oro numero 202 della storia azzurra alle Olimpiadi.
Visto che ci sono, conio anche Chi di carabina ferisce, di carabina gioisce, visto che i colpi sparati dai 10 metri da Niccolò Campriani lasciano ferite, seppur in senso figurato, nell’animo degli avversari. Ed in quelle dei cinesi che, capaci di uscire alle eliminatorie con la stessa facilità con cui Vieri esce con topone di prima categorie, per un’intera giornata hanno trovato una valida motivazione per mangiarsi le mani.
Nessuna delusione ma un pizzico di amaro in bocca, per un piattello mancato negli spari di spareggio. Il tiro al volo trap consegna l’argento a Giovanni Pellielo dopo ben quattro tornare di spari supplementari contro il croato Glasnovic. Come detto dallo stesso Giovanni, il passaggio dal ballo al tiro al volo è stato breve. Giusto perché è talmente forte che si mettesse a tirare al volo durante una prova di ballo prenderebbe tutti i bersagli da centrare, senza necessità di shoot out.
Due medaglie, come all’esordio, ed un solo grande interrogativo: dov’è la l’ItalVolley femminile?

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