silenzio-olimpico

Road to Silence

Scatta il silenzio olimpico, la cosa più inutile nell’epoca della comunicazione e dei social network.
Ogni quattro anni si ripete la stessa scena: niente video da pubblicare, limitazioni agli status da pubblicare e, da parte dei nostri atleti, auto-censura per evitare di commettere errori che costerebbero la bellezza di 100 mila euro di multa.
Ora, va bene che l’Olimpiade arriva ogni quattro anni ma con una frequenza maggiore dei titoli mondiali vinti dalla Ferrari, ma permettere agli atleti di far entrare gli appassionati nella “loro” Olimpiade aumenterebbe ancor di più l’interesse degli appassionati.
E sarebbe una delle poche cose “pulite” dell’edizione 2016 dell’evento a cinque cerchi, dato che i casi di doping e le finte punizioni russe, a cui si aggiunge l’increscioso stato del villaggio olimpico riportato da UK e Australia giunte in loco e riportato dai mass media.
Alle Olimpiadi l’importante non è vincere, ma partecipare…..e tacere. Non si sa mai.

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