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Fabio Conti, dagli esordi a Rio 2016

Nonostante il Villaggio Olimpico costruito alla stessa velocità impiegata per la Salerno-Reggio Calabria, in casa Italia si lavora spediti in vista dell’appuntamento clou dell’estate.
A parlare di nazionale e non solo ci ha pensato il Responsabile Tecnico del Setterosa Fabio Conti ai microfoni del Salottino Acquatico di Corsia 4, partendo dal racconto di ex atleta di nuoto e pallanuoto, in cui il primo ha svolto un ruolo importantissimo nella costruzione mentale dell’atleta in vista del proseguimento del suo percorso agonistico nel settore pallanuotistico.

Il passaggio dai Castelli Romani, in cui giocava, al ruolo di allenatore nella serie A femminile nella stagione 1996/1997 fu rapido come i 100 metri corsi da Usain Bolt, con un’importante influenza nella crescita di allenatore avuta da Camillo De Giovanni, definito dallo stesso tecnico padre, nonno e bisnonno della pallanuoto, con un pensiero a colui che allenò, tra gli altri, il compianto Carlo Pedersoli.
“È stato colui che mi ha avviato nella pallanuoto, che mi ha formato dall’alto della sua grandissima esperienza – dichiara Fabio Conti. Vinse storico scudetto con la Lazio e allenò Carlo Pedersoli (in arte Bud Spencer), è stato un maestro a tutto tondo, una grande persona prima ancora che grande allenatore”.

Da commissario tecnico della nazionale femminile ha risposto a domande riguardanti la serie A1 donne, trovando nel Plebiscito Padova, nel Bologna e in Arianna Garibotti le sorprese in positivo dell’ultimo campionato, e alla nota dolente riguardante il livello del settore giovanile, riguardo cui ha voluto esprimere un pensiero ben chiaro.
“Troviamo difficoltà a livello internazionale perché si sta saltando il processo di costruzione. Rispetto al percorso maschile, si può accedere più facilmente alla prima squadra. Si pensa più alla partita del sabato rispetto alla costruzione dell’atleta.
Se da una parte il movimento è migliorato (prima vi accedevano gli scarti del nuoto), oggi si comincia con la scuola pallanuoto. Nonostante questo, si tralascia la costruzione fisica e mentale dell’atleta. Penso che il miglior modo per confrontarsi sia vedere cosa succede all’estero con le pari età”.

Ma ora è tempo di pensare all’Olimpiade di Rio 2016 e ad una nazionale che non dovrà avere paura della potenza fisica delle avversarie. “Noi dobbiamo andare a Rio con molta umiltà cercando di fare il massimo. Possiamo vincere con tutte, ma  dovremo anche guardarci alle spalle”.

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