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Bossini: “A Praga con l’obiettivo Tokyo 2020”

I treni passano una volta sola nella vita, ma data la distanza che intercorre tra Pesaro e Praga, siano lodati gli aerei.
Treno o aereo che sia, Paolo Bossini, ex ranista (ma ex lo si è mai!) di CC Aniene e della nazionale azzurra, da metà settembre si troverà ad indossare in via ufficiale i colori della nazionale della Repubblica Ceca, aggiungendosi a soli 31 anni alla schiera di allenatori “emigrati” all’estero che registra nomi quali Corrado Rosso e Stefano Nurra, entrambi operativi in Turchia, giusto per citarne qualcuno.
Una scelta entusiasmante, ma ben ponderata dal Boss nazionale, dato che “si tratta di un cambiamento grosso perché dovrò trasferire l’intera famiglia e pensare a sistemazione logistica, scuola e ad una serie di cose”.

L’incontro avvenuto a maggio con la Federazione Nuoto della Repubblica Ceca in quel di Praga, la decisione di accettare la proposta e il pensiero al grande lavoro da svolgere, riguardo il quale Paolo Bossini ha le idee ben chiare.
“I primi due anni saranno di start-up perché sono indietro tecnicamente, ci sarà un grande lavoro da fare. Voglio farlo nel migliore dei modi, capendo bene gli atleti e le loro esigenze, per poi iniziare a lavorare ed a puntare all’obiettivo principale: Tokyo 2020.
Come allenatore, il sogno nel cassetto è lo stesso di quello che avevo come atleta: vincere una medaglia europea, mondiale o olimpica. È una cosa meravigliosa e portarvi un atleta lo sarebbe altrettanto”.

La scelta della Federazione ceca non è ricaduta sul “Boss” per puro caso. A parlare per lui vi sono i risultati ottenuti in questi tre anni di lavoro svolti allo Sport Village di Pesaro.
“In questi tre anni a Pesaro è stato svolto un bel lavoro. Lo testimonia il fatto di aver portato a 12 medaglie ai regionali estivi e qualificato con due sole gare alle finali regionali assolute al primo anno, le 25 medaglie ai campionati regionali di categoria e le sei finali ai campionati regionali assoluti nel secondo anno, e quanto fatto in questo terzo anno: 40 medaglie ai regionali e 26 gare alle finali regionali assolute, con cinque ragazzi qualificati per i campionati italiani estivi di Roma”.

Il lavoro di allenatore e le ambizioni ad esso correlate allontanano di netto un mondo di cui Boss ha fatto parte: la televisione (ve lo ricordate in “Come un delfino”?).
“E’ un mondo bello perché ti offre tante opportunità, ma non ho intenzione di fare film. Ho preso una strada e sto impiegando tutte le mie energie nella costruzione di quello che è il mio lavoro di allenatore. Voglio dedicare tutte le mie conoscenze di questo sport e trasformarle in un’esperienza unica ed irripetibile, sperando che un domani possa affermarmi come coach ad alti livelli”.

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