Di corsa verso Berlino

L’appuntamento con le Olimpiadi di Rio de Janeiro oramai si avvicina a passo spedito, bruciando questi 24 giorni che mancano alla cerimonia d’apertura.
Tra gli sport più attesi vi è sicuramente la Maratona, che ad ogni appuntamento olimpico fa suonare, inconsciamente, quel “tutti in piedi sul divano” che Guido Meda solitamente usa nelle sue telecronache della MotoGP.
Se questa manifestazione fosse aperta al Master, noi italiani tiferemmo sicuramente per un personaggio che della Maratona ne fa uno stile di vita, una religione, un senso di libertà.

Il personaggio in questione si chiama Salvatore Gorgone, classe 1950, calabrese di Buonvicino (in provincia di Cosenza), residente a Milano dove lavora come imprenditore nel settore finanziario, con in mano una Laurea in Ingegneria Meccanica.
Immaginereste un lavoratore instancabile come Salvatore, fondatore ed amministratore unico della SE.F.IND. Srl (società di servizi finanziari per industrie ed aziende), diventare un maratoneta noto ed ammirato in tutto l’ambiente della maratona?

Dall’immaginare al credere il passo è breve, come lo è stato il suo percorso di avvicinamento alla Maratona, corsa per la prima volta a Milano con risultati tali da indurlo a raddoppiare, triplicare, quadruplicare forze e tappe.
E i numeri parlano chiaro. Dal 2012 Salvatore Gorgone ha corso ben 149 tra maratone e ultramaratone (120) e mezze maratone (28) in tutto il mondo: un risultato assolutamente straordinario,nessuno in Italia, nella categoria 65-69 anni, può vantare lo svolgimento di un così alto numero di gare concluse con tempi paragonabili a quelli di Salvatore.

Numeri che sono destinati ad aumentare, dato che Salvatore percorrerà la 100 miglia di Berlino nel mese di agosto per la terza volta. Si tratta di una fantastica gara a tappa unica di 160,9 km lungo l’ex confine con Berlino Ovest, dove si ergeva lo storico Muro di Berlino, un evento per non dimenticare e mantenere viva la storia della città. Una gara impegnativa, che obbliga a correre anche di notte per chilometri e chilometri all’interno di una vera e propria foresta, con il rischio di perdere non solo la lucidità, ma anche qualche segnalazione di percorso.

Non resta che aspettare un mese e tifarti con forza, in attesa di leggere nuove pagine di una storia straordinaria.

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